Non penalizzare il contributo dei privati


Dopo 30 anni il Servizio sanitario nazionale deve essere messo a sistema. "Dobbiamo razionalizzarlo, anche per quanto riguarda i servizi sul territorio.

Non vogliamo penalizzare nessuno, tantomeno gli ambulatori accreditati, che sono una forza produttiva in un Paese in recessione. Ma dobbiamo trovare forme per la messa a norma dei rapporti fra le strutture presenti sul territorio, fermo restando che la governance resta pubblica, ma il privato continuerà a dare il suo contributo".

Con queste parole il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, risponde ieri a Roma a Vittorio Cavaceppi, presidente Feder Anisap (Associazione degli ambulatori privati) sul ruolo del privato accreditato nel futuro del Ssn. E alla richiesta urgente di un confronto sui temi caldi del rapporto pubblico-privato sul territorio, giunta in apertura dell'incontro dedicato al ruolo dell'ambulatorio nel trentennale della Riforma sanitaria ex legge 833, Fazio rassicura Cavaceppi. "Sono convinto che ci sarà subito un colloquio intenso e costruttivo con i vostri vertici - dice - e anche per questo motivo sono venuto qui oggi".

Nel 1978 "l'Ssn è nato come sistema pachidermico sul modello inglese, poi è stato regionalizzato. E oggi il nostro modello nel complesso è buono, anche se ci sono carenze e forti esigenze di razionalizzazione. In particolare in alcune grosse Regioni" in cui la spesa è troppo elevata. Fazio parla poi di appropriatezza delle prestazioni, di ricoveri in ospedale troppo lunghi, del potere dei primari e dell'epidemia di medicina difensiva fra i 'camici bianchi'. "L'Italia spende 15 miliardi di euro l'anno per la medicina difensiva, oltre alle radiazioni inutili che piovono sui cittadini".

Un male che si vuole contrastare con due disegni di legge, attualmente in Parlamento, che permetterebbero al Paese di risparmiare "3-4 miliardi di euro l'anno di spese 'da rischio clinico'", calcola Fazio. E alle richieste di Cavaceppi sullo stato dell'aggiornamento del nomenclatore tariffario delle prestazioni specialistiche, "ormai bloccato da 12 anni", il sottosegretario replica che "il nomenclatore in sede tecnica è stato già approvato". E sarà reso noto prossimamente. "Dobbiamo costruire un percorso che accompagni il paziente dall'ospedale al territorio - conclude Fazio - e vi chiediamo di collaborare".

Pagina pubblicata il 28 novembre 2008

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