Nuove regole in Sanità


Il Governo ha allo studio un Testo Unico che promette di essere in grado di regolare l'intero sistema della Sanità italiana. Il testo potrebbe essere promulgato entro un paio di mesi Ad annunciarlo è Domenico Iscaro, presidente dell'Anaao Assomed, al termine dell'audizione, ieri in Commissione Affari Sociali della Camera, sui disegni di legge in materia. Sono stati ascoltati rappresentanti della Federazione degli Ordini dei medici, dei sindacati di categoria e della Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere.

Sul tavolo della Commissione cinque provvedimenti legislativi da analizzare, sintetizzare e raccogliere appunto in un unico Testo Unico. Quattro i punti chiave: nomina dei primari, disciplina di pensionamento dei medici ospedalieri, istituzione di unità di rischio clinico, nomina dei direttori generali delle Asl.

"Riguardo alla nomina dei primari - spiega Iscaro all'ADNKRONOS SALUTE - tutti hanno concordato che c'è la necessità di cambiare. L'idea è quella di sottoporre le candidature a una commissione esaminatrice estratta a sorte tra i primari ospedalieri, con l'aggiunta del direttore del dipartimento interessato all'assunzione. Commissione che dovrà nominare una terna di candidati, non più di tre, e con una graduatoria a punteggio". La critica dell'Anaao è che oggi le Commissioni tendono a promuovere tutti, "per non avere grane", lasciando quindi ampia discrezionalità al direttore generale, vale a dire colui che sarà chiamato alla scelta definitiva. "Con la graduatoria a punteggio - sottolinea Iscaro - la nomina spetterebbe sempre al direttore generale, che si troverebbe però nella condizione di considerare la graduatoria. In caso di scelta diversa, dovrebbe infatti motivarla". Un punto, questo, che ha visto un certo irrigidimento da parte della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere.

"La Fiaso - spiega il presidente dell'Anaao - vuole mantenere un'ampia discrezionalità. Non vede di buon occhio il vincolo alla graduatoria". Novità anche in tema di pensionamento dei medici ospedalieri. "La proposta che sembra al momento accontentare un po' tutti è quella che prevede il limite di pensionamento a 65 anni, con la possibilità di essere trattenuti in servizio fino a 70, dietro specifica richiesta del camice bianco. Una richiesta che sarà comunque vincolata al parere del direttore generale, che dovrà approvarla", spiega Iscaro. In tema di sicurezza, è stata ribadita l'importanza di istituire unità 'ad hoc' sul rischio clinico. "Una realtà già presente in molte strutture, ma che va al più presto estesa su tutto il territorio nazionale".

Tra gli argomenti affrontati nel corso delle audizioni, anche il sistema di nomina dei direttori generali. "Prende sempre più corpo la proposta di istituire un Albo dei direttori generali, con determinati e chiari requisiti per l'iscrizione. Per accedervi bisognerà certificare una solida esperienza in materia di direzione. Insomma - sottolinea Iscaro - un'operazione trasparenza". Tra le proposte vagliate, anche quella di istituire un Collegio di direzione. "Un organo - precisa Iscaro - formato da medici e infermieri, che dovrà affiancare il direttore generale. E che - conclude - su certe materie, come linee guida e percorsi assistenziali, dovrà avere parere obbligatorio".

Pagina pubblicata il 11 dicembre 2008

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