Riaprire il tavolo delle convenzioni


Le trattative per il rinnovo della convenzione di medicina generale sono allo stallo. Secondo lo SMI è essenziale ripartire prima possibile.

"Si convochi il tavolo, fermo ormai da tre mesi, e si ritorni al dialogo e allo spirito unitario dell'intersindacale. L'obiettivo comune è dare risposte economiche adeguate alla categoria senza aumentare i carichi di lavoro".

A chiederlo è Salvo Calì, segretario del Sindacato dei medici italiani, che ha inviato una lettera al Comitato di settore delle Regioni, alla Sisac e ai ministeri del Tesoro e del Welfare, le diverse componenti della parte pubblica coinvolte nella trattativa. Nella lettera Calì ribadisce le ragioni del no dello Smi alla preintesa firmata da alcuni sindacati a dicembre e che non 'risponde alle esigenze della categoria'.

E chiede quindi alla parte pubblica, "alla luce del dissenso manifestato non da una sparuta minoranza, ma da circa il 40% dei medici interessati (pari complessivamente a più di 18 mila medici sindacalizzati)" di "intervenire in questa vicenda, favorendo una rapida riapertura delle trattative e prendendo atto delle tante sfasature formali del preaccordo e dei troppi nodi irrisolti per i medici convenzionati, da quelli economici a quelli normativi".

Per lo Smi, infatti, per quanto riguarda il preaccordo " a fronte di modesti adeguamenti economici - scrive Calì - si prevede una serie di improbabili obblighi: l'adesione alle aggregazioni funzionali e alle unità complesse di cure primarie, senza individuare le risorse, il trasferimento elettronico dei dati prescrittivi, senza che alcuna sperimentazione sia stata ancora avviata, includendo, peraltro, dati oggettivamente non rilevanti (visite ambulatoriali e domiciliari non seguite da prescrizione) se non ai fini di un minuzioso quanto offensivo controllo sull'attività dei medici di famiglia".



Pagina pubblicata il 25 marzo 2009

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