Il Governo parli di LEA con le Regioni


"Il Governo convochi il tavolo con le Regioni sui livelli essenziali di assistenza (Lea) in sanità" per una "discussione approfondita" e per parlare di risorse. Lo chiede Enrico Rossi, assessore alla Sanità della Toscana e coordinatore nazionale degli assessori regionali alla Sanità, che considera quella dei Lea una partita tutta da giocare.

Non ci sarebbero, dunque, concrete indicazioni per una rapida chiusura dell'accordo tra Governo e Regioni sulle prestazioni da garantire ai cittadini su tutto il territorio, come indicherebbero voci di stampa. "Se siamo al traguardo - scherza Rossi intervistato dall'ADNKRONOS SALUTE - io non ho partecipato alla corsa".

Nel dibattito sui Lea, inoltre, Rossi sottolinea che non si può pensare al 'pacchetto di prestazioni garantite' come a uno strumento di risparmio. "Credere di risparmiare due miliardi con l'applicazione dei Lea, come ho sentito, mi sembra una battuta da cabaret più che l'ipotesi di un Governo consapevole.

E pure fuori tempo, visto che siamo lontani da Carnevale", dice. E aggiunge. "A chiunque proponga una soluzione del genere, convinto che con un atto d'ufficio si possano risparmiare tanti soldi, dico: venga a provarci concretamente. Anzi. Faccio un invito ufficiale nella mia Regione, la Toscana, che non è nemmeno messa male.

Faccio da un po' l'assessore alla Sanità, e forse porto in pareggio anche il bilancio. Su queste basi affermo che questa strada non è percorribile". Rossi mette in guardia anche contro altre "chine pericolose" per il Servizio sanitario nazionale.

All'orizzonte, dice "si addensano nubi nere. Come l'idea, ad esempio, contenuta nel 'Libro bianco del Welfare' del ministro Maurizio Sacconi, di costituire una sanità privata che affianchi la 'gamba pubblica' dell'assistenza. E' il solito ritornello. Ma è a rischio la sanità solidale", conclude Rossi. 

Pagina pubblicata il 18 maggio 2009

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