Regioni, un decreto "salva-deficit" per azzerare il debito entro il 2010


Il decreto 'salva-deficit', all'esame dell'Aula del Senato, "ha l'obiettivo di fare sì che tutte le Regioni, dal Lazio alla Sicilia, entro il 2010 azzerino il loro debito. La sfida è mettere sotto controllo la spesa sanitaria del nostro Paese e farlo in quelle regioni che nel corso di tanti anni hanno accumulato debiti molto pesanti". Lo afferma il ministro della Salute, Livia Turco, nel suo intervento durante la discussione generale del provvedimento in Aula a Palazzo Madama. Difendendo il decreto, su cui sono piovute numerose critiche dell'opposizione e in particolare della Lega, il ministro chiede che "nella fase applicativa dei piani di rientro dal deficit delle Regioni sia coinvolto il Parlamento. Propongo in quest'aula che il controllo sia esercitato anche dal Parlamento, perché la posta in gioco è grandissima ed è la tenuta del sistema sanitario universalistico e solidale". Precisando che non si tratta di un intervento assistenzialistico, la Turco sottolinea che "da una lettura del provvedimento attenta e contestualizzata nell'ambito della politica sanitaria del Governo, si evince una sfida molto impegnativa: tenere sotto controllo la spesa sanitaria. Nel Patto per la salute e in Finanziaria - prosegue - è stabilito che i debiti sanitari delle Regioni devono essere estinti entro il 2010.

L'impegno di questo decreto - chiarisce - è rendere effettivo quanto stabilito in Finanziaria, mettendo tutte le regioni nelle condizioni che da qui al 2010 sia superata la situazione debitoria. L'intento è perseguire l'efficienza della spesa sanitaria, che è l'altra faccia dell'equità , ed è sostanziale per promuovere il diritto alla salute. La promozione dell'unitarietà  del sistema è l'altro elemento alla base di questo provvedimento. Il federalismo solidale e l'unitarietà  del sistema richiedono che ciascuna Regione diventi efficiente". Per il ministro, "la norma contenuta in Finanziaria consentirà  al Governo di controllare l'applicazione dei piani di rientro. Le Regioni che li hanno sottoscritti dovranno concordare con l'esecutivo le delibere da adottare per l'attuazione dei piani". Una fase per cui il ministro chiede il coinvolgimento del Parlamento. L'esame del decreto prosegue con la votazione degli Ordini del giorno e poi degli emendamenti.

Pagina pubblicata il 19 aprile 2007

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