Sanità, a Caserta la medicina al femminile


Venerdì 28 settembre verrà  ospitato presso la Sala Conferenze della Reggia, il Convegno nazionale dal titolo ?Medicina e Sanità declinate al femminile? che la FNOMCeO (Ordine del Medici Nazionale) ha organizzato in collaborazione con il locale Ordine dei Medici.

Un'agenda impegnativa con circa otto ore di lavoro. Circa venti interventi già previsti, oltre a quelli che si svilupperanno all'interno delle discussioni; una lettura magistrale, quella di Jane Dacre; un intervento di carattere politico-istituzionale, affidato all'on. Pia Elda Locatelli (componente della commissione per i diritti della donna); una tavola rotonda, coordinata da Carmen Lasorella e con la partecipazione (tra gli altri) della senatrice Vittoria Franco (presidente della commissione cultura), di Doris Lo Moro (assessora alla sanità  della Regione Calabria) e di Maria Paola Landini (preside della facoltà  di Medicina dell?Università  di Bologna). Che la professione medica sia sempre più femminilizzata è ormai un dato di fatto: le donne iscritte a medicina sono più numerose degli uomini, si laureano prima e con voti più alti, e arrivano in corsia prima di loro.

Le iscritte all'Ordine dei medici sono un terzo e fra le giovani iscritte sotto i 35 anni hanno già  superato il 50%. Partendo dunque dal dato ufficiale che la componente femminile è aumentata esponenzialmente nella realtà  medica, sino a sopravanzare quella maschile, nel corso del convegno si cercherà  di analizzare i motivi per i quali, ad un inserimento sempre più consistente delle donne nella professione medica, non corrisponda un loro adeguato inserimento nei livelli apicali. Anzi, la componente femminile, con l?aumentare del livello gerarchico, si assottiglia drasticamente.

Nell'ambiente medico italiano, sempre per rimanere in casa, solo ad un esiguo 3 % di donne è affidata la direzione generale di aziende sanitarie o ospedaliere, ad un 4,5 % di donne compiti di direzione amministrativa e ad un 9 per cento ruoli sanitari di primo livello. "Lo scenario che in Sanità  abbiamo di fronte", spiega Roberta Chersevani, unica presidente donna di un Ordine dei Medici - quello di Gorizia - e motore inesauribile di questo convegno casertano, "è assai modificato dal continuo ingresso delle donne che vi entrano con grande preparazione, motivazione e punteggi all'apice delle votazioni.

Ma, dato questo pregevole esordio, quando si arriva ai vertici, il numero delle donne cala vertiginosamente...?. Questi, infatti, i numeri. La componente femminile in Sanità , negli ultimi venti anni, è aumentata esponenzialmente: dal 42 % dell'anno accademico 1987-1988, si è passati alla parità  nel 1993-1994, superando, oggi, la percentuale maschile. E anche i laureati seguono lo stesso trend: già  dal 2005 la presenza femminile risulta maggioritaria (con il 59 %, rispetto a quella maschile). La FNOMCeO, partendo da questo dato, ritiene possa essere oltremodo fruttuoso riprendere le fila del dibattito sulle donne nella società , sul loro rapporto con il lavoro, con la carriera e il potere, ma anche con la maternità , la famiglia, la qualità  della vita. E? con questo intento che, all?interno di una manifestazione ?settoriale?, verranno dibattuti temi che toccano tutti i versanti del mondo civile, politico, scientifico, artistico e culturale in senso lato. Una tavola rotonda dal titolo: ?La mutazione di genere nella società  che cambia? farà  infatti esprimere esperienze e pensieri a personalità  della politica, delle istituzioni, dell?imprenditoria, della cultura, della ricerca scientifica, della comunicazione. "Quali risposte dare che non siano i soliti luoghi comuni? Come dare al tema delle pari opportunità  una strada che superi gli stereotipi di genere?

La sfida è quella di individuare meccanismi di sostegno alle Pari Opportunità , e aprire a nuovi valori di una società  dinamica e 'inclusiva', e di tutto questo si discuterà  domani a Caserta". (Delt@ Anno V°, N. 196 del 27 settembre 2007

Pagina pubblicata il 27 settembre 2007

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