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La glicerina e il suo utilizzo in farmacia: non solo idratatante della pelle, antisettico e lassativo. Utilizzata anche per diminuire la pressione intraoculare 
La glicerina (Glycerolum, glicerolo, alcol glicerico, propantriolo) è un liquido denso, sciropposo, incolore, inodore, limpido, dal sapore dolciastro, con una densità relativa superiore a 1,256, corrispondenti a una concentrazione di glicerina p/p pari al 97%. È igroscopica, solubile in acqua, alcool e acetone in qualunque proporzione, insolubile in etere, cloroformio e oli grassi. 
Formula grezza glicerina , P.M. = 92,1.   
 
Proprietà farmacologiche 
La glicerina grazie alla sua igroscopicità ha la capacità di idratare la pelle, per questo motivo entra a far parte di numerose preparazioni ad uso cosmetico: creme, saponi, gelatine, oli. Ha un’azione antisettica grazie alla capacità di disidratare i batteri, è considerata un ottimo solvente con proprietà stabilizzanti e conservanti.  
 
Somministrata per via rettale ha una azione lassativa, efficace nei casi di ristagno delle feci grazie alla capacità di irritare direttamente la muscolatura liscia; le rende morbide e ne lubrifica il transito.
 
Le formulazioni ad attività lassativa, contenenti glicerina, sono principalmente supposte, microclimi e clismi.  Assunta per via orale è utile come lassativo, o per diminuire la pressione intraoculare grazie alla capacità di aumentare la pressione osmatica del sangue.  
 
Effetti collaterali 
La glicerina utilizzata nei preparati per uso esterno è generalmente ben tollerata. Per via orale deve essere somministrata con prudenza nei diabetici, cardiopatici, e nei soggetti con insufficienza renale, epatica e nelle donne in gravidanza. Le controindicazioni sono dovute nella maggior parte dei casi alla sua azione disidratante. Per via rettale può provocare rari casi di irritazione locale. 
 
Conservazione e avvertenze 
La glicerina deve essere conservata in barattoli ben chiusi ed al riparo dalla luce, perché potrebbe assorbire in quarto del suo peso in acqua. Se in contatto sostanze ossidanti o acide può formare miscele esplosive. 
 
Curiosità 
La glicerina fu scoperta da Scheele nel 1779; Chevreul e Braconnot , nel 1817, scoprirono che entrava a far parte della composizione degli oli e grassi; successivamente Pelouze, Wurtz e Berthelot ne stabilirono la formula. Paster, nel 1858, dimostrò che la glicerina si forma come sottoprodotto della fermentazione alcolica. Al giorno d’oggi si ottiene sia con un processo chimico (idratazione del propilene), sia per estrazione dalle sostanze residue dei processi di saponificazione. Il nome glicerina deriva da una parola greca "glucos" che significa dolce. È adoperata come dolcificante nell’industria alimentare o come lubrificante di apparecchiature elettromedicali. Una grande quantità è utilizzata per preparare la nitroglicerina e quindi la dinamite; è aggiunta nei liquidi per renderli incongelabili; si impiega nella produzioni di liquori, caramelle, chewing-gum, sciroppi, conserve e nel trattamento dei pellami.  
 
Principali preparazioni galeniche 
Glicerolato d’amido (F.U.) 
Amido di frumento…………..…p. 7 
Acqua……………………………...........p. 3 
Glicerina…………………………........p. 90 
Si mescola l’amido, finemente polverizzato, all’acqua, si aggiunge la glicerina agitando e mantenendo il preparato ad una temperatura di 100°; la preparazione ha termine quando il composto diventa omogeneo, trasparente e gelatinoso. 
Preparazione secondo il manuale pratico di farmacia, 1928: 
Amido di frumento……………..…g. 15 
Acqua……………………………............g. 15 
Glicerina……………………….......…..g. 130 
In una capsula di rame si stempera l’amido con l’acqua, si aggiunge la glicerina, riscaldata a 150-165°, mescolando di continuo sino a formazione del composto. 
 
Glicerina cosmetica 
Tintura di benzoino…….................g. 0,50 
Acqua di rose………………….............…g. 4,00 
Alcool………………………....................…..g. 8,00 
Glicerina q.b.a………………...........……g. 30,00 
 
Glicerina fenica 
Fenolo liquido…………………….g. 1,00 
Glicerina………………………....…..g. 99,00 
Uso esterno, gocce auricolari. Antisettico locale. Il fenolo è un potente disinfettante, con attività batteriostatica. Il recipiente deve essere tenuto al riparo della luce e dell’aria. È una preparazione velenosa se ingerita, tenere fuori dalla portata dei bambini.  
 
Dott: Cesare Augusto De Silvestri  
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Pagina aggiornata il 30/5/04 
 
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