Esami in gravidanza


Gli esami in gravidanza: quelli che servono, quelli inutili e quelli gratuiti

Esami in gravidanzaGli esami in gravidanza previsti dal Protocollo ministeriale del 1998 sono gratuiti per tutte le gestanti. Se avete delle malattie in famiglia, se ne avete voi stesse, se avete avuto dei problemi in una precedente gravidanza avete diritto a eseguire gli esami necessari per questi problemi gratuitamente.

Scriveteci, cercheremo di aiutarvi a capire se avete bisogno di un servizio specializzato per la vostra patologia, di solito consultare questo tipo di servizio è la cosa migliore.

Una gravidanza fisiologica ha bisogno di pochi esami, una gravidanza patologica può avere bisogno di una intera equipe specializzata. Ancora, ci sono esami che sono entrati nell'abitudine, come il Citomegalovirus, al cui proposito l'Istituto superiore di sanità scrive: "Lo screening dell’infezione da Citomegalovirus non deve essere offerto alle donne in gravidanza poiché non ci sono prove di efficacia a supporto dell’intervento".

Non ci sono cure, infatti, e, nonostante i rischi siano importanti, sono molto rari, e provoca la perdita per aborto volontario del primo trimestre, di un gran numero di embrioni sani. Insomma una bolgia in cui spesso regolarsi è difficilissimo.

La medicina difensiva inoltre, che è quella branca della medicina che fa sì che gli operatori sanitari pensino prima alle conseguenza medico legali e dopo al paziente, moltiplica gli esami, che vengono ritenuti, un domani, utili a un'eventuale causa in tribunale.

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Così il tracciato cardiotocografico prima della 40 settimana, anche detto "monitoraggio", che non ha dimostrato nessuna utilità nelle gravidanze a basso rischio, viene ancora prescritto ed eseguito, insieme alla ricerca della salmonella nel padre che assiste al parto, ma anche nelle gestanti.

Non si fa più, non serve. L'unico esame ritenuto necessario che non c'è nel protocollo ministeriale è il tampone vagino-rettale per lo streptococco beta emolitico, possibile causa di setticemia neonatale, che va eseguito a 35/36 settimane.

In particolare, il protocollo ministeriale prevede il diritto alle seguenti prestazioni gratuite:

    • le visite mediche periodiche ostetrico-ginecologiche
    • alcune analisi, elencate nell’allegato A al Decreto, da eseguire prima del concepimento, per escludere la presenza di fattori che possano incidere negativamente sulla gravidanza. Se la storia clinica o familiare della coppia evidenzia condizioni di rischio per il feto, possono essere eseguite in esenzione tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per accertare eventuali difetti genetici, prescritte dal medico specialista
    • gli accertamenti diagnostici per il controllo della gravidanza fisiologica indicati, per ciascun periodo di gravidanza, dall’ allegato B al Decreto. In caso di minaccia d’aborto, sono da includere tutte le prestazioni specialistiche necessarie per il monitoraggio dell’evoluzione della gravidanza
    • tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per la diagnosi prenatale in gravidanza, nelle specifiche condizioni di rischio per il feto indicate nell’ allegato C al Decreto, prescritte dallo specialista (ad es, l'amniocentesi)
    • tutte le prestazioni necessarie ed appropriate per il trattamento di malattie (preesistenti o insorte durante la gravidanza) che comportino un rischio per la donna o per il feto, prescritte di norma dallo specialista.

Gli esami previsti dal protocollo della maternità sono esami riconosciuti da linee guida internazionali come sufficienti per il monitoraggio di una gravidanza senza fattori di rischio in una donna sana.

Non è frequente che chi vi segue vi prescriva esattamente esclusivamente gli esami elencati. Ricordate che se vi vengono prescritti perché chi vi segue non condivide il protocollo, cioè non avete nessun motivo personale per eseguirlo, dovete di necessità pagare il ticket.

Lisa Canitano

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