Testamento, Calabrò non desiste


Il senatore Calabrò, relatore del testo in discussione in Commissione sanità insiste a portare avanti la propria iniziativa anche se il fronte bipartisan di coloro che vorrebbero rinviare il provvedimento a dopo le elezioni europee continua ad allargarsi.

"E' il momento di andare avanti. E poi, giunti a questo punto, sarebbe come fermarsi all'ultimo ostacolo dopo averne saltati 99". Così Raffaele Calabrò, il relatore del provvedimento sul testamento biologico in discussione in commissione Sanità del Senato, sull'appello bipartisan con cui alcuni senatori Pd e Pdl hanno chiesto di rinviare la discussione sul provvedimento in seguito alle elezioni europee. "E' un appello che contraddice altre mozioni votate nei mesi scorsi, in primo luogo dallo stesso Pd - fa notare Calabrò all'ADNKRONOS SALUTE - In estate i parlamentari Pd hanno chiesto una legge sul testamento biologico, e recentemente un'altra mozione, sollecitata da Anna Finocchiaro, chiedeva un provvedimento nei tempi più rapidi possibili, mozione che è stata votata da tutti, maggioranza e opposizione.

Il Parlamento, inoltre, da tempo sta lavorando su queste tematiche, e quest'ultima legislatura è al lavoro sui temi di fine vita dal primo giorno in cui si è insediata. La legge è ormai pronta per essere varata e sarebbe assurdo tornare indietro a questo punto". E a chi gli fa notare che l'appello Bonino-Dini mira soprattutto a contenere i toni del dibattito e a colmare lacune venutesi a creare nello scenario politico, Calabrò replica: "le fratture e le distanze le vedo solo sulla sponda del Pd". L'appello, tuttavia, ha in calce anche firme di senatori del Pdl. "Ma le diverse vedute sono naturali in casi come questo, naturali e costruttive. Per fortuna, siamo in una democrazia".

L'appello a cui si riferisce Calabrò è stato firmato da Enzo Bianco (Pd), Emma Bonino (Pd-Radicali), Stefano Ceccanti (Pd), Lamberto Dini (Pdl), Pietro Ichino (Pd), Antonio Paravia (Pdl), Maurizio Saia (Pdl) e Giuseppe Saro (Pdl). Questo il testo dell'appello: "Noi, credenti e non credenti, considerato il clima attuale del dibattito politico in corso sul trattamento dovuto nelle situazioni particolari di confine tra la vita e la morte, rileviamo il rischio che un intervento legislativo non sufficientemente meditato su questa materia, quale che ne sia il segno e il contenuto, cristallizzi soluzioni rigide, sempre parzialmente inappropriate rispetto all'infinita varietà dei casi reali, come è inevitabile. Per questo chiediamo una moratoria legislativa su questa materia di qualche mese, che permetta di recuperare la serenità necessaria per il migliore e più aperto confronto".

Intanto ieri mattina è stato raggiunto un accordo dall'ufficio di presidenza della Commissione Sanità del Senato, per giungere alla votazione degli emendamenti al testo Calabrò sul testamento biologico entro martedì sera, a partire dalle ore 21. La nuova 'tabella di marcia', spiega all'ADNKRONOS SALUTE Antonio Tomassini, presidente della stessa Commissione, è stata definita con un accordo unanime per arrivare in aula il 5 marzo, come previsto. "E' evidente, dall'accordo di oggi (ieri ndr), la volontà di superare forme ostruzionistiche per votare gli emendamenti - afferma Tomassini - ma queste dichiarazioni di volontà saranno poi da verificare nei fatti. Esistono - ricorda - anche nelle fasi di votazioni delle tecniche ostruttive, ma noi confidiamo nella disponibilità e nella volontà di tutti".

Mercoledì la Commissione è andata avanti nei lavori fino a mezzanotte, per riprenderli ieri mattina alle 8.15 e poi alle 14. Sono stati discussi, intanto, tutti gli emendamenti all'articolo 1 e all'articolo 2, "e nel pomeriggio speriamo di terminare il dibattito sulle proposte di modifica all'articolo 3". Al momento, comunque, restano otto gli articoli di cui bisogna ancora discutere gli emendamenti presentati. L'appuntamento successivo, dopo quello odierno, è per lunedì prossimo alle 20, una seduta notturna con l'obiettivo di giungere a votazione il giorno successivo alle 21.

Pagina pubblicata il 26 febbraio 2009

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