ANMCO, troppi errori in cartella


Secondo una stima, ogni anno 320 mila italiani subiscono danni derivanti da sviste.

Uno sbaglio di trascrizione, una frase scritta male, una grafia illeggibile. Nelle cartelle cliniche degli ospedali italiani ci sono troppi errori, e a denunciarlo sono gli esperti dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), che lanciano una campagna di 'prevenzione' degli errori in corsia.

Dalla letteratura specializzata - riferiscono in una nota - emerge che nelle unità cardiologiche gli errori più comuni sono quelli di prescrizione (49 per cento), seguiti dagli errori di somministrazione (26 per cento), di distribuzione (14 per cento) e infine dagli errori di trascrizione (11 per cento). Secondo le stime di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) e Cineas - ricorda l'Anmco - in Italia gli errori medici riguarderebbero 320 mila persone l'anno, con 12 mila pazienti che intentano cause agli ospedali. Le richieste di risarcimento pendenti ammontano a 2,5 miliardi di euro - continua il comunicato - e i costi annui legati al prolungamento delle degenze ospedaliere causato dagli errori sono pari a 260 milioni di euro. Un settore, quello degli errori in ospedale, in cui da sempre si scatena però la guerra dei numeri. Per l'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri, per esempio, i decessi da errore in corsia sono stati 14 mila nel 2007, anche se non esistono dati ufficiali sul tema.

Ma "non ci può essere un'univocità di dati - spiega Alessandro Boccanelli, coordinatore del comitato esecutivo di una campagna educazionale promossa dall'Anmco contro le sviste in ospedale - Tutti i casi anomali vengono immediatamente inseriti nei registri e indagati dalle autorità preposte, ma non è così facile stabilire quali decessi derivino direttamente dall'errore medico e quali siano invece imputabili ad cause esterne. Il lavoro che dobbiamo fare noi medici è fatto di prevenzione, formazione e informazione", precisa. Da qui l'idea di una campagna mirata.

L'iniziativa 'Cardiologie sicure: gestione del rischio clinico', supportata da Bayer Schering Pharma, promuove la corretta pratica ospedaliera attraverso corsi di formazione nelle Cardiologie italiane. Il progetto punta a insegnare agli operatori come prevenire l'errore in tutti gli 'step' della vita quotidiana in corsia: dal Pronto soccorso all'Unità di terapia intensiva cardiologica, fino al laboratorio di Emodinamica e agli ambulatori.

L'obiettivo è provvedere a un'alfabetizzazione di base del personale ospedaliero. Saranno poi previsti corsi specifici sulla gestione della cartella clinica, del carrello emergenze, del foglio di terapia e delle consegne, nonché sulla formazione del personale e sulla condivisione di percorsi comuni. "Il rischio clinico, ossia la possibilità che un paziente subisca un danno o un disagio imputabile anche se in modo involontario alle cure mediche prestate oppure omesse - evidenzia Boccanelli - è un tema di grande attualità, con un forte impatto socio-sanitario.

Lo scopo dell'Anmco è migliorare la prestazione sanitaria, garantendo la sicurezza del paziente. Anche se la cardiologia è una delle specialità mediche dove il rischio è minore". Secondo la classifica Pit Salute 2007 delle specialità in cui si commettono più errori in Italia, cardiologia e cardiochirurgia si collocano infatti agli ultimi posti con una percentuale del 3,5 per cento. Non solo. L'ultimo studio 'Cuore e qualità' condotto da Gfk Eurisko evidenzia come il 98 per cento dei pazienti italiani con un'esperienza di ricovero in Cardiologia o di trattamento ambulatoriale si dice soddisfatto.


Pagina pubblicata il 09 aprile 2008

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