Le linee guida piacciono ma?


"Le nuove linee guida alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita rispettano la cultura della vita e un approccio scientifico. E correggono in maniera positiva alcune delle contraddizioni antiscientifiche contenute nella legge stessa. Una legge che rappresenta tutto il contrario di una norma che funziona, che viene applicata con semplicità e chiarezza e con successo". In poche parole, è una legge che non funziona".

Ignazio Marino, senatore del Pd e chirurgo di fama mondiale, ha commentato così le innovazioni contenute nel decreto del ministro della Salute Livia Turco da poco in Gazzetta Ufficiale. Il politico-medico sottolinea le novità contenute nelle nuove linee guida, a cominciare da un tema che gli sta molto a cuore, cioè l'estensione della possibilità di accedere alle tecniche di fecondazione anche alle coppie in cui l'uomo è sieropositivo o ha l'epatite. Condizioni equiparate alla sterilità per via dei rischi di trasmissione della malattia.

"Finalmente si è superata l'intollerabile discriminazione nei confronti delle persone sieropositive, che finora erano escluse da qualsiasi progetto di famiglia. Una limitazione che era profondamente contraria alla cultura della vita da tanti propagandata senza poi far seguire fatti concreti".

"Finalmente il ministro della Salute Livia Turco ha deciso il ritorno della legalità emanando le nuove linee guida alla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, dopo oltre sette mesi di illegalità a causa del mancato rinnovo". E' il commento dell'associazione Luca Coscioni, fra le più attive, in questi ultimi mesi, nel pressing sul ministro per il rinnovo delle linee guida. Nei dettagli, il giudizio al momento è sospeso.

"Ci riserviamo di esprimere un parere nel merito del provvedimento - spiega l'associazione - quando avremo a disposizione il testo completo, che ci auguriamo elimini una volta per tutte le proibizioni ulteriori aggiunte dalle linee guida scadute, e fatte decadere - perché illegittime - dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio". L'associazione Luca Coscioni ricorda di aver "intrapreso in questi mesi numerose iniziative rivolte a sollecitare la Turco: l'azione non violenta di digiuno e dialogo, inizialmente avviata il 31 gennaio a mezzanotte, che ha attraversato diverse fasi di sospensione e ha coinvolto oltre sessanta persone, in particolare Lucio Bertè, Marco Cappato, Mina Welby, Dominique Velati, Rocco Berardo, Rita Bernardini, Maria Antonietta Coscioni e altri compagni dell'associazione Coscioni. Ma anche diverse manifestazioni davanti alla sede del ministero e un appello rivolto alla Turco firmato da oltre mille persone, di cui la maggioranza donne".

Commenti positivi arrivano anche dal ginecologo Severino Antinori che definisce l'emanazione delle linee guida: "Un trionfo della giustizia, e anche una mia vittoria personale, giunta purtroppo in forte ritardo". Antinori presidente dell'Associazione mondiale di medicina Riproduttiva è diviso tra soddisfazione e amarezza. "Probabilmente il pronunciamento del Tar del Lazio ha convinto la ministra della Salute, Livia Turco, a non perdere altro tempo. Spesso infatti, quando si tratta di temi delicati, si ha paura di prendere decisioni - aggiunge lo specialista all'AdnKronos Salute. Certo, si tratta di una buona notizia, arrivata quasi in extremis. Adesso mi impegnerò in una battaglia contro il limite. "A questo punto - aggiunge il medico, 'papà' di oltre 10 mila bimbi in provetta - mi batterò contro il limite dell'impianto di 3 soli embrioni, altro grosso punto dolente del testo.

"Un gap colmato, ma in forte ritardo". Così la senatrice Donatella Poretti, parlamentare radicale eletta per il Partito Democratico, commenta le nuove linee guida alla Legge 40. "Se quelle precedenti si erano arrogate il compito di 'guidare' anche questioni che la legge non prendeva in considerazione, diventando di fatto nuove norme, ora il gap e' stato sanato.

Ma con un ritardo che la dice molto lunga". Bocciate dalle sentenze dei Tribunale di Cagliari (settembre 2007) e Firenze (dicembre 2007) e fatte decadere dal Tar del Lazio (gennaio 2008) "lì dove vietavano la diagnosi preimpianto, ora le linee guida hanno anche eliminato il divieto di ricorrere a tecniche di fecondazione assistita per chi, fertile, ha malattie sessualmente trasmissibili", rileva la Poretti.

"Il ministro Livia Turco - sottolinea la senatrice - ha preferito attendere la fine di tutte le tornate elettorali per non turbare gli animi e gli equilibri interni al proprio partito, mostrando ancora una volta come, sull'altare della politica si e' disposti a sacrificare tutto, inclusa la pelle e i diritti dei cittadini. Ma plaudo limitatamente, perché la legge 40 rimane con tutto il suo bagaglio di incongruenze e divieti, tra cui emerge in modo scandaloso il divieto alla ricerca con le cellule staminali embrionali". Una ricerca "che sta facendo passi da gigante in tutti i Paesi del mondo, avendo praticamente superato tutti quegli scogli etici che, solo nel Paese del potere temporale della Chiesa Vaticana, riescono ancora - conclude - a tradursi in norma e leggi".


Pagina pubblicata il 01 maggio 2008

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