La CISL lavora per evitare ticket in Romagna


Immediata apertura di un tavolo di confronto con la Regione Emilia Romagna per concordare soluzioni alternative qualora "la peggiore delle ipotesi possibili, cioè la necessità di adozione del superticket da 10 euro, dovesse concretizzarsi".

A chiederlo sono la Cisl e i pensionati Cisl (Fnp) della regione, che esprimono "dissenso e preoccupazione per l'ipotesi di introduzione di un ticket sulle prestazioni specialistiche e diagnostiche". E si impegnano a lavorare, a livello nazionale e locale, per scongiurare la reintroduzione del 'balzello'. "Al di là del balletto di annunci e smentite del Governo che in questi giorni stanno caratterizzando la revisione della spesa per una corretta gestione del servizio sanitario nazionale - sostengono in una nota Piero Ragazzini e Franco Andrini, rispettivamente segretari generali della Cisl regionale e della Fnp dell'Emilia Romagna - siamo convinti che introdurre un ticket sanitario sulle prestazioni specialistiche e diagnostiche comporterebbe un grave danno economico e sociale per i cittadini".

La soluzione per garantire un'elevata qualità di servizi e prestazioni, facendo nello stesso tempo attenzione a un corretto contenimento dei costi, "non è quella - proseguono - di inasprire il copayment dei cittadini, piuttosto quella di attuare una gestione oculata dell'organizzazione e delle tecnologie attraverso una massima responsabilizzazione degli amministratori".

Proprio per questi motivi, sottolineano Ragazzini e Andrini, "faremo pressione sui nostri rappresentanti nazionali e ad ogni altro livello possibile affinché il rischio ticket venga definitivamente derubricato dalla agenda politica. Nello stesso tempo, a livello locale - concludono i due dirigenti della Cisl - chiediamo alla Regione Emilia Romagna l'immediata apertura di un tavolo di confronto per concordare soluzioni alternative".

Pagina pubblicata il 01 luglio 2008

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