Aborto al Pertini: Lorenzin e Zingaretti ignorano la situazione del Lazio?


Facendo seguito a quello che è stato scritto ieri sul caso della donna che ha partorito nel bagno dell'ospedale Pertini di Roma da sola, dobbiamo oggi dire che qualcosa si è mosso e si sta muovendo nel panorama della politica laziale.

Nicola Zingaretti, aborto al Pertini

Due sono le novità che dobbiamo registrare. Dapprima una dichiarazione di Zingaretti, postata su Facebook e su Twitter, in cui il Presidente ci informa che farà le linee guida per la legge 194.

Va bene Presidente ma non è un po' tardi per accorgersi che c'è nel Lazio un problema gigantesco sul rispetto e l'attuazione di una legge di Stato, la 194,  che viene disattesa in mille maniere? Dal numero elevatissimo di obiettori di coscienza, fino al livello in cui sono ridotti i nostri consultori, fino ovviamente all'ennesima dimostrazione di come le donne siano abbandonate a se stesse e paghino sempre e comunque il prezzo più alto.

E' ovvio signor Presidente che Lei non ha la colpa di quanto successo negli ultimi anni di gestione della Regione, ma forse sarebbe il caso che Lei assumesse in prima persona la questione e faccia sentire ai suoi elettori e alla migliaia di donne che l'hanno votato, che la scelta era giusta. Ormai è passato un anno dalla sua elezione.

Le linee guida, signor Presidente, vanno bene ma dove è il piano sanitario regionale?

Dove sono le decisioni a difesa del servizio pubblico a cui vanno dedicate tutte le risorse possibili?

Quando inizieremo ad assistere a scelte della Regione che dedica le risorse economiche per difendere il servizio pubblico facendolo crescere per qualità e per numero degli addetti?

Dopo Zingaretti è intervenuta anche la signora Ministra della salute, Beatrice Lorenzin, ministra già per la seconda volta dopo esserlo stata con il governo Letta. Lei chiede spiegazioni giustificazioni per quanto accaduto al Pertini, e vuole verificare se, ascoltate bene, "la Regione abbia intrapreso azioni volte ad accertare che nelle strutture sanitarie preposte sia assicurato l'espletamento delle procedure previste dalla legge 194 del 1978".

E ciò è semplicemente grottesco.

E lei signora Ministra dove ha vissuto nel corso degli ultimi anni? Non viene forse da Ostia, che si trova nella Regione Lazio?

Non è stata una sua collega di partito, la Polverini, che oltre i dirigere una Regione che è stata affossata dagli scandali della sua maggioranza, ha per cinque anni letteralmente svuotato e frustrato della loro capacità di lavorare i consultori che sono sopravvissuti solamente grazie all'abnegazione di alcuni operatori che non si sono mai arresi?

Non conosce forse i numeri del caso Lazio? Allora glieli diamo noi.

Nella nostra e sua Regione solo il 18,1% del personale medico non è obiettore. Poco più alta la percentuale degli anestesisti (28,5%) e delle ostetriche (39,4%).

Sono questi numeri che nella loro crudezza definiscono il problema 194 ed ecco perché io le chiedo: ma il governo cosa ha fatto per fare si che l'articolo 9 della legge 194 venisse rispettato non solo nelle parte che prevede e garantisce l'obiezione di coscienza, ma anche in quella che dice:

"Gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate sono tenuti in ogni caso ad assicurare l'espletamento delle procedure previste dall'articolo 7 e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti secondo le modalità previste dagli articoli 5, 7 e 8. La regione ne controlla e garantisce l'attuazione anche attraverso la mobilità del personale".

Vi ripeto la domanda, dove sono gli atti concreti intrapresi da lei Signor Presidente e da lei signora Ministra che hanno fatto si che tale articolo fosse rispettato?

Ma soprattutto lei, signor Zingaretti, perché non alza il telefono e richiama all'ordine quegli ospedali pubblici che violano la legge per la mancata applicazione della 194? Sono una decina su 31, esclusi quelli religiosi. Ora lo sa e se vuole le diciamo quali sono, ma basta chiedere al Coordinamento della 194 del S. Camillo. Le serve il telefono?

Faccia il Presidente, signor Presidente..

Antonio Luzi

Medico volontario

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