Il Vaticano, l’Ru486 e la vita degli altri

Possedere la vita degli altri privandoli del libero arbitrio.

Limitare le libertà di scelta dei singoli tentando di piegare le esistenze delle donne, degli omosessuali, opprimendo gli ultimi della terra, gli affamati, i malati di Aids, i popoli del terzo mondo, i meno provvisti di pensiero autonomo, quelli che per condizione socio-culturale sono più facilmente suggestionabili.

La campagna vaticana contro la Ru486, la pillola che consente l’aborto sottraendo la donna al dolore fisico di un intervento chirurgico, conferma, semmai ce ne fosse stato il bisogno, il volto spietato delle gerarchie ecclesiastiche. Anatemi, esecrazioni e avvisi di scomunica si sono abbattuti contro il ventre molle del tessuto sociale che dà vita al sistema Italia: la popolazione svantaggiata socio economicamente e la classe politica.

Nel 1988 l’Ru486 fu introdotta in Francia. Seguì immediatamente una levata di scudi della Chiesa che terrorizzò la casa farmaceutica produttrice, Roussel Uclaf, al punto da ritirarla dal commercio. Il governo francese, di ben altra laica statura, accusò a sua volta la Roussel di comportamento antifrancese con il risultato che la distribuzione riprese dopo appena due giorni.

L’Italia precipita nella stessa circostanza ventuno anni dopo… ventuno!
Il governo, intimorito, ricattato e asservito al volere del Vaticano sta cercando di rendere difficile il ricorso alla pillola abortiva con pretesti risibili. Dati scientifici privi di fondamento statistico vengono utilizzati per spaventare sanitari e popolazione, giustificando così un inevitabile protocollo applicativo che probabilmente impedirà, di fatto, alla maggioranza delle donne (le meno informate) la libertà di scelta su come abortire.

29 morti, non tutte imputabili con certezza alla Ru486.
29 su milioni di donne che l’hanno assunta in questi ultimi ventuno anni. Questa è l’argomentazione e tanto dovrebbe bastare. Nessun riferimento scientifico sulle morti derivanti dall’uso di altri farmaci o di pratiche mediche. Silvio Viale, il ginecologo di Torino che ha avviato la sperimentazione del Mifepristone in Italia, ha già rivelato che nello stesso arco temporale l’aspirina, di morti, ne ha fatti 50. Quanti decessi per un’anestesia o per un’estrazione dentale o per l’assunzione del viagra? Nulla, il governo non fornisce nessun dato utile per stabilire l’effettiva pericolosità del farmaco abortivo.

In politica, il comportamento che non manifesta buon senso e rispetto per gli individui, non persegue il bene comune. Obbligo morale di ogni politico che ricopre incarichi istituzionali.

La sottomissione dell’attuale governo al potere della Chiesa è sotto gli occhi del mondo.
L’Italia è l’unico paese, tra quelli sviluppati, che subisce la violenza del potere religioso al punto da mettere a rischio i fondamenti laici della Costituzione. Un’interferenza, quella della Vaticano, sempre più spietata che abusa senza cristiana pietà della fragilità di Berlusconi sul terreno dell’etica e della morale. Un capo del Governo disprezzato dalla stampa mondiale, definito “un gran porco” da Paolo Guzzanti, ex suo fervente sostenitore. Ripudiato dalla moglie e recentemente “bacchettato” da una delle sue figlie.

Due poteri forti, quello berlusconiano e quello religioso, uniti nell’affrontare le reciproche crisi. Il primo è duramente provato dagli scandali delle escort, il secondo da anni ha perso la forza della dottrina universale.

Le chiese sono sempre meno frequentate, le vocazioni ridotte a tal punto da creare un problema di turnover nelle gerarchie clericali, le finanze sono alla canna del gas (per non parlare poi delle lotte interne). Per fare una mappatura del potere del Vaticano e capire dove esercita maggiormente la sua influenza, basta cercare sulla carta geografica i paesi più poveri, quelli più arretrati, meno alfabetizzati o appena usciti da una dittatura.

La forza di un potere religioso (soprattutto delle confessioni monoteiste) è direttamente proporzionale al livello di arretratezza di un paese. Dove c’è povertà ed ignoranza, c’è sempre una forte autorità religiosa che contribuisce a mantenere le genti di quei paesi nelle condizioni di indigenza esistenziale.

Nonostante l’opera importante delle organizzazioni umanitarie, che vede impegnati anche migliaia di volontari sotto la bandiera del Vaticano, quest’ultimo interviene puntualmente e pesantemente per ristabilire la condizione di arretratezza iniziale. Esplicativa di ciò è l’uscita infelice del Pontefice che, nell’ultimo viaggio in Africa, ha criticato l’uso dei preservativi nella lotta all’Aids. Affermazione priva di riferimenti scientifici, ma così carica d’ignoranza da suscitare anche le critiche aspre di missionari e suore che hanno visto in pericolo anni d’impegno sincero. L’ottusità delle gerarchie ecclesiastiche contrapposta al pragmatismo di chi, con autentico senso di responsabilità, ha deciso di dare una mano.

L’Italia non ha mai brillato di senso laico, ma ora, con un Berlusconi alle corde, il Paese è terreno di conquista per le gerarchie ecclesiastiche. Berlusconi è ricattabile. E’ legittimo pensare che il premier, pur di conservare il potere, negozi con il Vaticano l’assoluzione dei suoi peccati carnali. Un’eventualità disastrosa per la società civile e per i diritti duramente conquistati. Se non ci sarà un colpo di scena, che veda Silvio Berlusconi cadere o abdicare a favore di qualche altro esponente del suo schieramento politico, la strada italiana intraprenderà per lunghi anni la direzione dell’arretratezza e dell’involuzione sociale (peraltro già iniziata).

Ci sono voluti due mesi per far si che i vescovi criticassero, senza mai nominarlo, i comportamenti del premier. Stampa mondiale scandalizzata, diffusione di foto e registrazioni, indagini della magistratura. Silenzio della Chiesa. Silenzio di Berlusconi. Il paese scivola lentamente verso una dimensione morale che Paolo Guzzanti definisce in una sola parola: “mignottocrazia”.

Il Vaticano osserva silenzioso, fa qualche ramanzina, poi torna sui suoi passi rinnovando la stima a Berlusconi (il Pontefice in occasione del G8), poi un nuovo affondo, ma nulla a confronto con la crociata intrapresa contro l’approvazione, da parte dell’Aifa, della commercializzazione della Ru486. Se la Chiesa avesse utilizzato contro Berlusconi solo un decimo della potenza di fuoco impegnata contro la pillola abortiva, oggi il premier vivrebbe in esilio con il suo amico Putin.

Ma la Chiesa ha bisogno di Berlusconi, come Berlusconi della Chiesa. L’affondo non ci sarà, e l’accordo tra il premier frequentatore di escort a pagamento ed il Vaticano, quando sarà concluso, verrà suggellato da una pomposa udienza papale. Quella che da mesi il capo del Governo sta cercando di ottenere. Quella sarà la fumata bianca che annuncerà al mondo che l’Italia si avvia ad essere amministrata da un governo fantoccio, agli ordini del Chiesa cattolica.

Le gerarchie ecclesiastiche godranno di più denaro e di una rinnovata forza per legiferare in questo Paese. Continueranno a fare con maggiore vigore, soldi e protezione politica quello che già fanno.

Uomini in abito talare che argomentano sui valori irrinunciabili della famiglia senza avere esperienza alcuna della gioia, del peso e delle responsabilità che accompagnano la vita di un nucleo familiare.

Uomini senza figli che raccontano le gioie della procreazione ed indicano la strada per allevare una prole timorata di Dio.

Uomini che non hanno rapporti sessuali, perché legati ad un voto di castità, che pretendono di dettare i principi della contraccezione. Senza competenze scientifiche, supportati da medici che spesso hanno sostituito alla scienza la dottrina, diffondono il valore dell’astinenza e, nel peggiore dei casi, illustrano i metodi naturali per evitare gravidanze indesiderate. Gli stessi utilizzati dalla donna romana che sull’Unità ha denunciato di aver interrotto la gravidanza in Svizzera, con l’Ru486.

Uomini ignoranti dei progressi scientifici che appongono limiti alla ricerca, come nel caso delle staminali. Che pretendono, con successo, una legge (la 40) che stabilisca il numero degli ovuli da fecondare limitando le possibilità di riuscita di una inseminazione artificiale, che impedisce la diagnosi preimpianto per i portatori di malattie genetiche, che devono sperare che la legge sull’aborto volontario continui a proteggerli in caso di diagnosi infausta.

Uomini anziani, con potere e denaro, che decidono del nostro fine-vita, sottraendoci il diritto di rifiutare una pratica medica inutile.

La Chiesa per essere ascoltata e seguita necessita di povertà, ignoranza, attitudine alla superstizione e, soprattutto, denaro.
L’Italia, tra i paesi ricchi, resta l’ultimo forziere di qualità che ogni anno ingrassa con centinaia di milioni di euro le casse del Vaticano. Quest’ultimo non può fare a meno dell’Italia, per questo motivo, come notava qualche giorno fa Emma Bonino, lancia avvisi di scomunica solo sul territorio italiano. Nel resto dell’Europa, si limita a semplici proteste, soprattutto dopo che la Spagna di Zapatero ha minacciato di riconsiderare i finanziamenti alla Chiesa cattolica.

Berlusconi ha fondato il suo potere impoverendo l’anima di questo Paese.
L’ha educato con le televisioni al sentimento rozzo e al pensiero semplice sottraendolo alla naturale evoluzione intellettuale. Facendo emergere un sentimento generalizzato di stampo razzista e xenofobo, ha di fatto innalzato il livello di tolleranza verso i difetti del berlusconismo con le sue deviazioni morali e politiche.

Le ragazze di oggi, non certo le figlie dei borghesi, ma quelle figlie di un Dio minore, guardano con ammirazione le veline, inconsapevoli che un’esistenza possa contemplare traguardi ben più nobili.

Gli uomini ammiccano con simpatia e complicità alle avventure sessuali del premier.
Ne ignorano le implicazioni politiche ritenendo superfluo che starlette da calendario ricoprano, non per meriti o competenze, incarichi di governo o di rappresentanza in Europa. Gente che rifiuta scientemente il sentimento dell’indignazione. Quello che invece, al nome di Berlusconi, scuote i popoli di mezzo modo.

Quello che abbiamo di fronte è un film già visto.
Già nel 1937 la Chiesa, pur condannando l’antisemitismo nazista di Hitler con un’eciclica, la Mit brennender Sorge, chiuse un occhio nel 1938 sulla promulgazione delle leggi razziali fasciste di Mussolini. Solo sparuti brontolii di qualche vescovo. Poi tacque.

Un silenzio pre-pagato profumatamente da Mussolini nel 1929 che, con la firma dei Patti Lateranensi, fondava lo Stato del Vaticano riconoscendo così l'indipendenza e la sovranità della Santa Sede. Come se non bastasse, oltre all'esenzione dalle tasse e dai dazi sulle merci importate, il Vaticano ottenne una cifra pari a 4 miliardi di euro attuali a titolo di risarcimento per i danni finanziari subiti dallo Stato pontificio in seguito alla fine del potere temporale. Un silenzio costosissimo.

Se il Vaticano avesse tuonato allora contro le leggi razziali, come fa oggi contro la RU486, forse la storia di questo Paese sarebbe stata diversa e molte morti sarebbero state evitate. Oggi minaccia di scomunica le donne ed i medici che utilizzeranno la pillola abortiva. Ma non riservò lo stesso trattamento a chi promulgò e applicò quelle leggi vergognose.

Berlusconismo e Chiesa cattolica, le due facce di una stessa medaglia. Quella del denaro e del potere sui non allineati, sui giovani, sulle donne, sugli ultimi della terra.

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