Il Tar del Piemonte apre i consultori ai volontari pro-vita
Il TAR in Piemonte ha bocciato il ricorso della Casa delle donne di Torino contro la legge regionale che istituiva la presenza obbligatoria dei volontari del movimento per la vitanei Consultori.
Nel mite, laico, austero Piemonte le donne si troveranno ad incontrare persone che al grido di "difendiamo la vita" gli spiegheranno che l'embrione è una persona umana e che non ne possono e non ne devono decidere le sorti.
Con buona pace degli operatori pubblici, da sempre garanti dell'accoglienza e del rispetto delle donne e come se queste non conoscessero l'indirizzo delle parrocchie, se mai volessero parlare con loro delle proprie scelte.
Unica concessione alla battaglia delle donne la possibilità, anche per la Casa delle donne, di avere delle proprie volontarie che entrino a loro volta nei Consultori.
La Casa delle donne ha commentato che il ricorso era stato fatto proprio perché le donne non venissero sottoposte a pressioni ingiustificate e ideologiche.
Il PD e la Federazione della sinistra si sono impegnati a vigilare su come la Regione metterà in atto questa legge, perché le donne non vengano subordinate a un movimento d'opinione, e Silvio Viale, medico dell'Ospedale Sant'Anna, protagonista di numerose battaglie sull'interruzione di gravidanza ha auspicato che gli operatori riescano a vigilare perché il colloquio con i volontari del movimento per la vita non sia obbligatorio ma facoltativo.
A noi non resta che ricordare che la Legge 194/78 non obbliga nessuna donna ad andare nei Consultori. Se non volete parlare con loro, se temete di non essere rispettate ricordate che il certificato lo può fare un qualsiasi laureato in medicina e chirurgia abilitato alla professione, di cui vi fidate.
E' a lui, o a lei, che potrete, in tutta privacy, raccontare i vostri dubbi e le vostre incertezze. Non serve nemmeno che sia un ginecologo, nel modo più assoluto.
Per evitare questo capestro potete fare un'ecografia, anche a pagamento, e poi trovare un medico di vostra fiducia. Con il certificato potete chiedere l'intervento presso l'ospedale e nessuno ha più il diritto di chiedervi niente.
Per quello che riguarda il sostegno economico che viene promesso per chi rinuncia ad abortire si vedrà, ma perché, quelle che il figlio lo vogliono che male hanno fatto per non prenderlo? E chi vieta a quelle che il figlio lo vogliono di fare finta di voler abortire e poi di fingersi redente per prendere il sostegno? e magari ne hanno davvero bisogno...
Ideologia e populismo, sulle spalle delle donne, quelle che vogliono interrompere la gravidanza, e quelle che la vogliono portare avanti.
Se il medico di vostra fiducia vi vuole aiutare ma non è pratico chiamate Vita di donna 3339856046, noi gli spieghiamo come compilare il certificato.
Lisa Canitano
11 febbraio 2012
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