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Fin dalla nascita della pillola contraccettiva è stato possibile eliminare o posporre il ciclo mestruale, ma ora con l’approvazione di questa nuova pillola è possibile farne una regola.
Gli studi iniziali di sospensione delle mestruazioni risalgono al 1950 quando con elevate dosi di estroprogestinici si sopprimeva il ciclo mestruale nelle donne affette da endometriosi.
Nel 1960, con i contraccettivi iniettabili ogni tre mesi contenenti medrossiprogesteroneacetato, le mestruazioni non comparivano e veniva messo in discussione il loro ruolo di evento naturale, normale e benefico per le donne.
Nel 1975 un team di psichiatri ha domandato a un campione di giovani donne se avrebbero accettato di eliminare le mestruazioni.
Questo lavoro ha spinto le case farmaceutiche a pensare ad un contraccettivo che non si sforzasse più di mimare la regolarità del nomale ciclo mestruale.
Numerosi studi si sono succeduti dal 1977 in poi e nel 2003 sono stati fatti anche studi con sei e dodici mesi di somministrazione ininterrotta.
Questo tipo di contraccezione comporta un cambiamento di ottica completa in quanto fin dal 1950 è stato enfatizzato il ruolo della pillola come “regolatrice del ciclo”.
Attualmente un crescente numero di articoli indica che la soppressione delle mestruazioni può essere accettata dalle donne e dai loro curanti, ma l’amenorrea completa sembra incontrare delle resistenze.
Si arriva peraltro a sostenere da parte di alcuni autori che “l’ovulazione e la mestruazione sono non solo anormali da un punto di vista evoluzionistico ma pericolosi per la salute della donna”.
Altri affermano invece che “la mestruazione è naturale e ha uno scopo, la sua funzione non può essere limitata a provocare una gravidanza”.
Mentre la controversia continua, lo studio e lo sviluppo del regime contraccettivo prolungato è diventato una realtà.
Possono esserci però delle perdite irregolari e alcune donne possono preferire il ritmo da 28 giorni.
La decisione di usare questo contraccettivo deve essere presa dopo una attenta riflessione.
Il funzionamento, le controindicazioni, gli effetti collaterali e le incompatibilità con i farmaci sono gli stessi della normale pillola.
In Italia non è ancora in commercio.
A cura della Redazione di Vita di Donna
Bibliografia
Milan R. Henzl, M.D.,Ph.D., and Mary Lake Polan, M.D.Ph.D. in The Journal of Reproductive Medicine vol. 49 n°3 marzo 2004
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