Nel programma del Pd non si parla di testamento biologico. Lo precisa la senatrice Paola Binetti, ieri a Roma a margine di un convegno sui tumori giovanili.
"Il programma del Pd non parla affatto di testamento biologico - dice Binetti - ma piuttosto della possibilità delle persone di esprimere il senso della propria scelta, come recita anche l'articolo 32 della Costituzione.
Si parla del no all'accanimento terapeutico, come recita il codice deontologico dei medici. Si escludono, quindi, i trattamenti estremi".
Invece, continua, "nulla si dice del valore della nutrizione e dell'idratazione assistita, che noi abbiamo sempre considerato fra i trattamenti ordinari".
Insomma, "il programma riflette una grande attenzione alle diverse posizioni ed è su queste che cercheremo di mantenere ferma la barra dello svolgimento delle attività".
Anche per quanto riguarda il sì alle coppie di fatto, etero e gay, la senatrice precisa che non c'è traccia di un via libera ai Dico, quanto piuttosto al "riconoscimento dei diritti individuali delle persone, come soggetti portatori di diritti", senza avallare però forme alternative al matrimonio.
"Il programma del Pd non parla affatto di testamento biologico - dice Binetti - ma piuttosto della possibilità delle persone di esprimere il senso della propria scelta, come recita anche l'articolo 32 della Costituzione.
Si parla del no all'accanimento terapeutico, come recita il codice deontologico dei medici. Si escludono, quindi, i trattamenti estremi".
Invece, continua, "nulla si dice del valore della nutrizione e dell'idratazione assistita, che noi abbiamo sempre considerato fra i trattamenti ordinari".
Insomma, "il programma riflette una grande attenzione alle diverse posizioni ed è su queste che cercheremo di mantenere ferma la barra dello svolgimento delle attività".
Anche per quanto riguarda il sì alle coppie di fatto, etero e gay, la senatrice precisa che non c'è traccia di un via libera ai Dico, quanto piuttosto al "riconoscimento dei diritti individuali delle persone, come soggetti portatori di diritti", senza avallare però forme alternative al matrimonio.
Pagina pubblicata il 22 febbraio 2008
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