L'alimentazione resta fuori dal testamento

Il divieto a sospendere l'alimentazione e l'idratazione artificiali "è il cuore del provvedimento e la ragione principale di questa legge" sul testamento biologico, "anche perché le sentenze della magistratura avevano aperto un problema lì dove evidentemente la regole erano insufficienti".

Così il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha commentato le votazioni in Aula del Senato sul Ddl Calabrò, che hanno visto la maggioranza tenere, nonostante il voto segreto, sul punto più controverso dell'intero provvedimento.

"Il Governo è soddisfatto dall'esito - spiega Sacconi conversando con i giornalisti - perché si era espresso sulla garanzia dell'idratazione e dell'alimentazione attraverso il Ddl che era all'esame del Parlamento. Con questo provvedimento - sottolinea - non sarà più possibile un caso Englaro. Aggiungo la mia soddisfazione personale poiché ho adottato anche misure amministrative che ora trovano conferma nella legge dello Stato".

Quanto alla compattezza mostrata dalla maggioranza, "sono assolutamente soddisfatto - sottolinea - Alla vigilia del congresso del Pdl si è verificato che nel partito non c'è una contrapposizione tra credenti e non, ma anzi si è realizzata una sintesi nella dimensione della laicità che non può non incorporare i fondamentali principi cristiani. Come diceva Benedetto Croce - ricorda il ministro - non possiamo non dirci cristiani, e quindi credo che questo provvedimento sia molto emblematico per ciò che è il Pdl".

Non nasconde la delusione Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd. "Quello che è allarmante - ha spiegato - è questa chiusura della maggioranza ad ogni possibilità di approfondimento e di discussione. Ma anche questa cancellazione di ogni spazio della libertà di autodeterminazione dei soggetti - aggiunge - in ordine all'ultima fase della vita, proprio quella che dovrebbe appartenere a una decisione così personale e intima da non entrare in discussione". Ma ormai le possibilità di veder cambiare le cose sembrano esser naufragate.

"Credo che anche la contingenza politica - riconosce Finocchiaro - molto particolare per il gruppo del Pdl, prema in questo senso. Penso che loro si siano irrigiditi in una posizione che è per molti versi irragionevole, per altri versi ingenerosa e per altri ancora incostituzionale. Non mi aspetto più niente", conclude con una nota d'amarezza.

Pagina pubblicata il 25 marzo 2009

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