In Italia un ictus ogni tre minuti

Ogni tre minuti un italiano viene colpito da un ictus. Di questi, solo uno su tre coglie la gravità  dei sintomi e corre in ospedale.

Ma di quanti vanno al pronto soccorso, solo uno su cinque arriva in tempo utile - e cioè entro tre ore - per essere sottoposto alla trombolisi, la terapia salvavita. In altre parole, poichè in Italia i casi di ictus sono 199 mila l'anno, sono ben 130 mila le persone colpite che rimangono a casa o vanno in ospedale quando è tardi e per loro si riducono le speranze di salvarsi.

A denunciarlo, durante il congresso in corso a Roma, sono gli internisti ospedalieri della Fadoi (Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti), che, al riguardo, parlano di una vera e propria "epidemia dell'ictus ignorato": ne sono protagonisti quanti non danno importanza ai primi segni della malattia, tra questi formicolio a una mano, senso di svenimento, deficit motorio, disturbo visivo o la bocca che improvvisamente si "storce". Sintomi sottovalutati, insomma, benchè "più del 70 per cento delle persone che tempestivamente ricorrono all'ospedale - spiega Michele Stornello, referente nazionale area ictus della Fadoi - evitano la morte e il rischio di invalidità". E a ignorare i 'campanelli d'allarme' sono più le donne che gli uomini. Questi ultimi, infatti, ricorrono tempestivamente al pronto soccorso quando avvertono qualche sintomo. "Più sensibili degli altri, inoltre - sottolinea Stornello - le persone con cultura più elevata, certamente perchè più informati".

"L'alta incidenza dell'ictus - afferma Giovanni Mathieu, presidente della Fadoi - ripropone, in tutta la sua drammaticità , la necessità  di campagne mirate all'educazione sanitaria e alla prevenzione dei fattori di rischio che, purtroppo, troppo spesso vengono sottovalutati. Noi ne vediamo tutti i giorni le conseguenze in corsia. Inoltre, si vedono anche sul piano economico con alti costi per la sanità  e giornate di lavoro perdute.

Per questo la Fadoi sta portando avanti ampi progetti di studio sulle malattie cardiovascolari e cerebrali indirizzate proprio alla popolazione". In Italia l'ictus è la terza causa di morte dopo le malattie cardiache e le neoplasie, responsabile del 10-12 per cento di tutti i decessi registrati ogni anno. Non solo. Rappresenta la principale causa di invalidità, superando anche gli incidenti stradali. Dei 199 mila ictus che si verificano ogni anno in Italia, l'80 per cento è costituito da nuovi episodi e il restante 20 per cento da recidive. Nel mondo il numero di decessi per ictus è destinato a raddoppiare entro il 2020.

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Pagina pubblicata il 18 maggio 2007

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