Donazione organi: non applicato il silenzio-assenso

Il prossimo 15 di aprile ricorreranno i 18 anni dalla promulgazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge 91 del 1999, la legge che regola prelievi, trapianti di organi e di tessuti.

Se ne parla per differenti ragioni e per differenti situazioni.

Si parla del fatto che i genitori di Emanuele Morganti, il giovane ucciso dal branco ad Alatri, avevano dato il consenso all’espianto ma non è stato possibile eseguire l’intervento perché la salma è ancora a disposizione delle magistratura, per condurre gli accertamenti necessari.

Se ne parla perché pur avendo avuto l’anno passato un record di trapianti effettuati, ne sono stati eseguiti 3.736, 409 in più rispetto al 2015, con un incremento del 13%. C’è stato un aumento anche del numero dei donatori, quasi 1.600 (+7,5%) ma al 31 dicembre vi erano ancora 8.856 persone in lista d’attesa.

Il dato positivo è che in Europa siamo secondi solo alla Francia ed alla Spagna.

Se ne parla perché, come accade sempre in Italia, la situazione è a macchia di leopardo con forti discrepanze fra Regioni.
Mentre il dato ufficiale è che in Italia ci sono 24,3 donatori per milione di popolazione, in Toscana il dato sale a 53 mentre in Calabria si ferma a 11,6. Come dice Flavia Petrin, presidentessa nazionale dell’Aido, l’associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, “la Toscana è una sorta di capitale della donazione. Se tutte le Regioni avessero quei numeri, daremmo una risposta positiva a chi è in lista d’attesa, ovvero garantiremmo un loro diritto. Al di là delle leggi”.

Se ne parla, perché come accade spessissimo nel nostro paese, ancora aspettiamo, da diciotto anni che lo stato faccia il suo dovere ed emani un decreto che fissi i criteri per esprimere a livello nazionale l’assenso dei cittadini alla donazione.

La legge del 1999 prevedeva che ci fosse in pratica una specie di norma del silenzio-assenso per regolare il quale l’articolo 23 della legge dettava delle norme “transitorie” demandando al governo l’obbligo di emanare il decreto attuativo, decreto che è scomparso e di cui non si è più parlato.

La legge indicava che, in teoria, siamo tutti donatori d’organo a meno che non abbiamo espresso esplicitamente la non volontà di donare, non volontà che doveva essere raccolta in appositi registri accessibili al Sistema Informativo Trapianti, che venne creato con la legge del 1999.

Ecco quindi che, come spesso accade nel nostro Paese, la mancata emanazione di un decreto attuativo, decreto che avrebbe dovuto essere pronto 18 anni fa, crea un ostacolo all’applicazione di una legge che ha il grandissimo merito di poter donare un secondo compleanno, come ha detto un trapiantato, il compleanno della rinascita.

Da parte del Ministero c’è un silenzio assordante su questa questione, anzi anche in questo caso, se si vanno a cercare i dati e le notizie ufficiali, scopriamo che il Ministero dice “È importante sapere che nel nostro Paese il principio del silenzio-assenso non ha mai trovato attuazione, sebbene previsto dalla Legge 91/99”.

Ora c’è, però, una novità importante.

Le amministrazioni comunali possono decidere, attraverso una semplice delibera, che gli uffici anagrafici del comune stesso divengano un punto di raccolta e registrazione delle dichiarazioni di volontà al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità.

L’adesione dei comuni italiani a questo progetto è, purtroppo, ancora molto bassa, siamo circa a meno del 30% di adesioni.

Sarà anche compito nostro lavorare affinché i nostri comuni di residenza si mettano in regola e compiano un gesto di grande civiltà.

28/3/2017

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