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MANGIARE DA BAMBINI, MANGIARE DA ADULTI: QUALI LE DIFFERENZE? 
 
Il processo dello svezzamento porta gradualmente il bambino da una alimentazione unicamente lattea ad una variata  come  quella  dell'adulto. Quando questo percorso alla scoperta del cibo si conclude (almeno nei suoi aspetti fondamentali, e questo avviene in genere verso l'anno o poco più) non sarà più necessario avere accorgimenti specifici per il bambino:
la cucina sarà unica, ed i principi nutrizionali da seguire per gli adulti e per i bambini saranno gli stessi. Le sole differenze che rimarranno saranno relative all'apporto calorico: su questo versante l'organismo in crescita deve avere un apporto in più rispetto all'organismo ormai adulto. 
 
Un po' di numeri 
Nel primo anno di vita occorrono circa 100-110 Kcal al giorno per ogni Kg di peso corporeo. Dopo i tre-quattro anni ne bastano 70-80, e dopo i dieci anni il fabbisogno si riduce a circa 50 Kcal al giorno per kg di peso. 
 
Nei primi sei mesi di vita le calorie introdotte con l'alimentazione vengono all'incirca così ripartite: 
 
il 55% serve per il buon funzionamento degli organi ed apparati (fabbisogno energetico di base: metabolismo basale); 
il 15% serve per l'attività motoria (attività fisica muscolare) e per il mantenimento della temperatura corporea (termoregolazione); 
il 20% è per l'accrescimento; 
il 10% va perduto e non utilizzato (perdita con gli escreti, feci e urine). 
 
Nel bambino per avere un grammo di aumento del peso corporeo ci vogliono circa 7 calorie. Oltre alla quota energetica in più per l'accrescimento bisogna tenere presenti anche alcune modeste differenze nella distribuzione dell'apporto calorico fra i vari principi nutritivi:  
I lipidi (= grassi), che nel lattante forniscono il 45-50% delle calorie, da dopo il divezzamento devono fornire il 35% circa delle calorie, decrescendo progressivamente fino a poco meno del 30%, come nell'adulto.  
 
Mentre col progredire dell'età la richiesta lipidica diminuisce, va invece aumentando quella glucidica (= zuccheri o carboidrati): partendo dal 45% delle calorie totali fornite nel lattante si arriva fino al 60% circa nell'adulto. L'apporto calorico delle proteine rimane invece pressoché invariato nelle varie età, attorno al 10%. 
 
 
 
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Pagina aggiornata il 9 maggio 2006 
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