H1N1, prematuro attivare i medici in pensione


Richiamare i medici in pensione per gestire il probabile 'surplus' di richieste causato dalla nuova influenza A' In Lombardia "è una misura che non escludiamo a priori, ma che al momento non è prevista.

Decideremo il da farsi passo passo, monitorando costantemente l'evoluzione dell'epidemia". Parola dell'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani, che per spiegare l'atteggiamento del Pirellone di fronte alla pandemia da virus H1N1 ricorre a una metafora: "Non vorrei preparare un piano di sbarco sulla luna quando magari è sufficiente un volo col piper", riferisce all'ADNKRONOS SALUTE.

La parola d'ordine, insomma, è "non enfatizzare troppo" l'emergenza. Meglio agire con misura. Prevedendo i possibili scenari, senza però precorrere i tempi. L'assessore toscano alla Sanità, Enrico Rossi, ha anticipato l'intenzione di reclutare i medici ultra 65enni per rinforzare le fila dei 'camici bianchi' pronti scendere in campo. La Regione Liguria pensa di fare lo stesso, mentre la Lombardia preferisce procedere con piani progressivi.

"Partiamo con un piano A, supponendo cioè che si tratterà di un'epidemia gestibile con i mezzi già disponibili - afferma Bresciani - Se necessario procederemo poi con un piano B intermedio, qualora dovessero aumentare le complicanze dell'infezione e di conseguenza i ricoveri. In tal caso abbiamo in programma di rafforzare i laboratori e di mettere a disposizione più posti letto, magari riducendo i ricoveri programmati per casi non urgenti", continua.

"Infine avremo un piano C d'emergenza: pensiamo e speriamo che non sarà necessario, ma se occorre potenzieremo il sistema sanitario garantendo il massimo delle disponibilità a tutti i livelli". In sintesi, "tutto dipenderà dal volume di richieste al quale assisteremo - ribadisce l'assessore - Intendiamo comunque agire in accordo con il ministero e confrontandoci con le altre Regioni. Ben vengano quindi idee come quelle della Toscana", conclude.

Pagina pubblicata il 07 settembre 2009

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