Valvole killer: l'Ospedale rivuole i soldi dai pazienti. Cittadinanzattiva: "Una beffa"

L'Azienda ospedaliera di Padova rivuole indietro, dalle vittime delle valvole cardiache difettose, i soldi a suo tempo corrisposti a titolo di risarcimento. Secondo il Mattino di Padova, sono già pronte 32 ingiunzioni di pagamento per circa 1,6 milioni di euro.

Giuseppe Scaramuzza

Ma per Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, si tratta di "Una vera e propria beffa per i pazienti e le loro famiglie".

L'Azienda ospedaliera di Padova ha preso la decisione dopo le sentenze di appello e di Cassazione che l'ha sollevata dal risarcimento per le cosiddette valvole killer, una vicenda che risale al 2002.

Si tratta di risarcimenti accordati in via provvisionale ai malati, ma ora l'ospedale dice di non potere fare a meno di quei soldi provenienti dalle casse dell'Azienda.

Gli avvocati delle vittime non vogliono sentire ragioni nemmeno di fronte alla proposta dell'Azienda di intentare un'azione legale comune contro il Tuv tedesco, l'ente che ha certificato la validità delle valvole cardiache, rilevatisi poi difettose.

Un accordo del 2009 prevedeva il risarcimento immediato dopo la sentenza di primo grado e l'eventuale restituzione della somma nel caso in cui la Corte d'Appello avesse stravolto la sentenza.

Ma Scaramuzza non ci sta e vuole conoscere bene la sentenza. "Si ricordi - dice il coordinatore di Cittadinanzattiva - che malati e famiglie hanno sofferto per anni, alcuni di loro hanno subito un doppio intervento. Ciò che ci interessa e' innanzitutto la sicurezza dei pazienti".

Considerati le recenti vicende sulle protesi Pip e quelle sulle protesi all'anca, Scaramuza chiede "la massima sicurezza dei dispositivi", auspicando che i risparmi "non abbiano una ricaduta sulla qualità".

Scaramuzza ha inoltre annunciato che Cittadinanzattiva non esiterà a tutelare i pazienti e le loro famiglie affiancandosi ai loro legali.

"Non e' possibile che l'azienda ospedaliera si rivalga sui pazienti per fare cassa - ha aggiunto il leader di Cittadinanzattiva - prima di proseguire in azioni legali ci si fermi perché ci sono altri modi per procedere, per esempio la conciliazione''.

15 settembre 2012

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