Violenza sulle donne, la Regione Toscana approva la nuova legge


Approvata ieri la Legge regionale contro ogni forma di discriminazione e violenza legata all'identità ' di genere e all'orientamento sessuale.

Un provvedimento che tutela le toscane, vittime di un fenomeno grave che ha interessato tra il gennaio del 2005 e l'ottobre 2006, ben 72.500 donne

Con il coinvolgimento pieno e la volontà  di tutta la giunta il Consiglio regionale ha dato il via libera all'unanimità ' al testo unico, nato dalla sintesi condivisa di due precedenti proposte di legge avanzate da Forza Italia e dal vecchio gruppo dei Democratici di sinistra, con cui si intende combattere ogni tipo di violenza di genere - psicologica, fisica, sessuale ed economica - nella consapevolezza che essa rappresenta una violazione dei diritti umani fondamentali, una minaccia per la salute e un ostacolo al godimento del diritto ad una cittadinanza sicura, libera e giusta.

Nel corso di un dibattito in Consiglio regionale, ieri, gli interventi dei consiglieri Roggiolani (Verdi), Pugnalini (Pd), Tei (Sdi), Sgherri (Pdci), Magnolfi (Fi) e dell'assessora alle Pari Opportunità , Susanna Cenni, hanno illustrato nei dettagli gli obiettivi della legge, atta a prevenire da un lato la violenza che colpisce le donne ma anche uomini e bambini, e dall'altro assistere e sostenere le vittime, che in Italia sono quasi 7 milioni.

Donne fra i 16 e i 70 anni che hanno subito forme di violenza, fisica o sessuale, nel corso della loro vita''. Per Alessia Petraglia, capogruppo della Sinistra democratica e relatrice del disegno di legge, ''l'insicurezza, la violenza nascono soprattutto là  dove noi cerchiamo sicurezza, rifugio, cioè all'interno della famiglia''.

Ecco, dunque, che la proposta di legge ''interviene sulle competenze dirette della Regione, sugli aspetti preventivi, educativi, sociali, assistenziali e di sostegno alle vittime'', prevedendo ''una rete fra tutti i soggetti che a vario titolo si occupano di violenza'' e favorendo ''un'omogeneità  di intervento su tutti i territori, grazie alle linee guida della Regione'' nonché riconoscendo'' il ruolo fondamentale svolto in questi anni dai centri antiviolenza, ai quali si rivolgono sempre più donne in difficoltà ''.

Un lavoro determinante quello dei centri, per sviluppare consapevolezza culturale su cause e conseguenze della violenza, oltre che capacità  nell'accoglienza concreta di tante donne, anche con minori, alle quali viene offerto un sostegno nel percorso per la riconquista della stima di sé e della fiducia nel mondo.

Per ciò che riguarda i finanziamenti delle azioni previste nella legge, Petraglia ha spiegato che si fa riferimento a quanto già  previsto, per le singole azioni, nel PISR, nel piano sanitario e nella legge sulla sicurezza, ma, non ha mancato di sottolineare ancora: 'Siamo soddisfatte perché la Giunta ha accolto la nostra richiesta di trovare ulteriori risorse e prevedere dal 2008 un apposito aggiuntivo capitolo di bilancio relativo specificamente all'attuazione della legge''.

Anche la consigliera di Forza Italia, Celesti, ha sottolineato la necessità  di ''creare una rete fra istituzioni, associazioni e volontariato, per offrire ai gruppi a rischio servizi di prevenzione e di protezione''. Per Celesti, inoltre" con questa legge sarà  possibile accrescere una maggiore coscienza sociale, in grado di condannare decisamente gli atti di discriminazione che stentano ad emergere in pubblico ma che, di fatto, costituiscono violazioni della dignità  della persona intesa come integrità  psicofisica''.

La collega di partito, Rossella Angiolini ha aggiunto che l'importanza di questa legge sta nel fatto che adesso verranno finanziate quelle iniziative e anche quei centri d'intervento che una volta basavano tutta la loro attività  sul volontariato''.

La consigliera ha inoltre sottolineato come la problematica della violenza contro le donne, intesa non solo come stupro, ma anche come violenza psichica ed economica, sia un fenomeno sempre più percepito dall'opinione pubblica come un grave problema sociale e culturale''.

Per la consigliera Daniela Belliti (Pd) è importante che sia prevista una rete fra istituzioni e soggetti che lottano contro questa piaga sociale e che a sostegno di queste politiche siano previsti anche dei finanziamenti. ''I dati forniti dall'Istat sono veramente allarmanti'', ha ricordato Belliti sottolineando come molte delle violenze si consumano tra le mura domestiche.

Violenze fisiche e psicologiche, ed 'e' importante che esista una legge come questa, che si pone l'obiettivo concreto, fra l'altro, di finanziare le politiche contro la violenza di genere''.

Giuliana Bandone di Alleanza nazionale ha voluto ricordare il lavoro svolto dalle commissioni Affari istituzionali e Sanità , nel tempo, che, grazie alle componenti donne, sono riuscite a definire una legge necessaria anche per la civile Toscana che ha un'altissima percentuale di donne coinvolte almeno una volta nella loro vita in fatti di violenza.

Dunque, per Bandone l'approvazione della legge 'è un passo avanti doveroso nella sensibilità  verso le donne soggette ad abusi che, da ora in poi, potranno trovare supporto e il giusto aiuto''. Anna Annunziata, esponente del Partito democratico, ha voluto citare un fatto di cronaca presente sui giornali ieri, ovvero la violenza sessuale ai danni di una donna, avvenuta nel pieno centro di Firenze, per dire come ''purtroppo la radice della violenza sta nella profondità  nella nostra società  e come ''quando si parla di violenza si parla purtroppo di un elemento assai difficile da estirpare''. Proprio per questo, approvare una legge come questa e' cosa importante, è l'inizio di una battaglia contro chi ritiene che il corpo femminile sia di sua proprietà '.

''La legge e' importante perché cerca di dare una cittadinanza precisa a che si trova a subire violenza'', sono state ancora le parole del presidente della Commissione Sanità , Fabio Roggiolani (Verdi), intervenuto nel dibattito, augurandosi che la costituzione della rete possa accogliere il grido delle persone e quindi accompagnarle lungo un percorso di rinascita. ''E' importante votare con convinzione questa legge - ha concluso - e soprattutto impegnarsi a diffonderla, per far fronte al clima di violenza che respiriamo ogni giorno, grazie anche all'assalto mediatico dei mass media''.

"Arrivare ad una legge regionale sulla violenza, una legge ' ''Norme contro la violenza di genere'' - in forte sintonia con iniziative come il tavolo regionale sulla violenza presieduto da Federico Gelli e con il documento finale di San Rossore - è un segno forte - ha sottolineato l'assessora Susanna Cenni ' aggiungendo che ora "Sta a tutti, Stato, istituzioni, forze politiche, ma soprattutto al genere maschile dare un forte contributo al mutamento culturale'.

Infine l'impegno per il 2008: una grande campagna di comunicazione, per far capire alle donne che non sono sole e diffondere la cultura del rispetto tra i generi e dell'inviolabilità  del corpo femminile". Un'inviolabilità  che è la spia di una cultura maschilista, ''che va combattuta a partire da campagne culturali e da norme che permettano alle vittime di emergere dalla loro condizione'', ha sottolineato infine Rosanna Pugnalini (Pd), invitando a ricercare ''una dignità  di tutti'', attraverso la prevenzione e la sensibilizzazione, accanto alla messa in rete di tutti i soggetti che a vario titolo possono dare delle risposte, primi fra tutti i centri antiviolenza, che in questi anni hanno sopperito alla carenza normativa'.

La legge approvata ieri, prima di quella nazionale, prima che in altre regioni è - per Monica Sgherri (Rc) -''Un segnale per la società  toscana ma anche un invito a colmare il vuoto legislativo a livello nazionale' sulla legge contro la violenza di genere, che vede l'assemblea toscana compiere un ''fatto importante di maturità .

Due i motivi di fondo: l'approvazione della legge, non sollecitata da eventi emergenziali; la non prescrizione di un unico modello operativo, e quindi la creazione delle condizioni necessarie per mettere in rete tutte le esperienze e tutti i soggetti, istituzionali e non, che si occupano di violenza di genere.

'Questo ci dice quanto in Toscana - ha concluso l'esponente del Prc - sia matura la consapevolezza della complessità  e dell'ampiezza del fenomeno e quindi della necessità  di dare risposte all'altezza del medesimo, che per i processi e la complessità  della vita di oggi rischia di crescere in maniera sempre più consistente''.

''Oltre all'obbiettivo di prevenire la violenza e supportare le donne colpite, la rete che la legge costruisce ha anche quello di dare loro sicurezza, favorendo così l'emersione dei tanti soprusi subiti dietro le mura familiari che per paura o vergogna non vengono denunciati.

Adesso si deve porre il massimo impegno per far conoscere la nuova legge così che produca i massimi effetti di contrasto ad una vera e propria piaga sociale troppo spesso sottovalutata e misconosciuta''. Il simbolo più brutale dell'ineguaglianza nella nostra società . Non un fatto privato ma che riguarda la collettività . Ora ci si augura che la legge sia un buon viatico anche per l'approvazione della legge nazionale che giace in Parlamento''.
Delt@

Link in argomento:
Denunciare una violenza sessuale - Consigli
Violenza in famiglia: indagine
Denunciare una violenza, è possibile'
Diritto di famiglia



Pagina pubblicata il 15 novembre 2007

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