Il tumore pesa sul bilancio familiare

Quando ci si ammala di una patologia grave a pagarne le conseguenze sul fronte economico, spesso,è anche il resto della famiglia.

Il 72 per cento dei familiari di un malato di tumore denuncia infatti una perdita economica "rilevante" dovuta al mancato guadagno per la permanenza in ospedale. Il 22 per cento addirittura lascia il lavoro, mentre il 13 per cento è costretto a mettersi in aspettativa.

Questi i dati, da brivido, emersi dalla ricerca realizzata dalla Fondazione Istud e presentati venerdì mattina a Roma. Lo studio, che ha evidenziato come più di un familiare su tre impegnato nell'assistenza di un malato di tumore abbia avuto pesanti ripercussioni sulla propria vita lavorativa, è stata condotta al Policlinico Umberto I di Roma.

"Tuttavia - spiega Franco Mandelli, presidente dell'Associazione italiana contro le leucemie, all'Adnkronos salute - i dati emersi possono essere considerati validi per tutti i familiari alle prese con una malattia ematologica grave, senza differenze territoriali".

Di questo 72 per cento che risente della malattia del proprio caro anche sul bilancio di famiglia, il 38 per cento subisce delle perdite stimabili tra i 700 e i 1.000 euro al mese, mentre un 25 per cento lamenta delle perdite addirittura superiori ai 1.200 euro mensili.

La ricerca ha coinvolto 48 pazienti del reparto di ematologia del Policlinico Umberto I, 40 caregiver (la persona che assiste il paziente all'interno del nucleo familiare) e 21 professionisti sanitari, per un totale di 109 interviste.

Per contrastare quanto meno le ripercussioni sul portafoglio, Mandelli suggerisce "più medicina del territorio, limitando il più possibile i ricoveri".

Ma anche "più servizi per trasportare i pazienti che necessitano di day hospital o di assistenza ambulatoriale senza far perdere ai familiari giornate di lavoro.

Perché quel che emerge con forza da questo studio - conclude il presidente Ail - è che chi paga le conseguenze più gravi di avere un familiare malato sono, come al solito, le persone che non possono contare su grosse disponibilità  economiche"

Pagina pubblicata il 19 dicembre 2007

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