Vaccini obbligatori: un dibattito mai spento sulla loro utilità


Vaccini a rischio? Sono due le sentenze emesse dai giudici che hanno aperto il dibattito tra i pediatri sulla possibile correlazione tra i vaccini obbligatori e l'autismo, cioè la Sindrome di Kanner.

Vaccinazioni obbligatorie

Per i due tribunali, quello di Rimini e quello di Torino, in base alle perizie  di clinici specialisti e medici legali, la relazione esiste. Tanto che la Corte di Appello di Torino ha deliberato un maxirisarcimento di 1,8 milioni di euro.

Nelle motivazioni della sentenza del tribunale di Rimini si legge che "Con ragionevole probabilità scientifica la malattia è correlata alla somministrazione del trivalente presso la Asl di Riccione".

Così, questa "ragionevole probabilità scientifica" è fonte di grande preoccupazione per i genitori.

Si riapre il dibattito, che in realtà non è mai cessato, sull'utilità dei vaccini e sulla loro pericolosità. Ci si chiede le ragioni per le quali in Italia siano obbligatori mentre nel resto d'Europa sono soltanto consigliati.

Il Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione (Comilva) si sta attivando per portare sul web tutti gli studi che mettono in guardia dai vaccini.

Il Codacons chiede l'abolizione di quelli inutili che porterebbe anche un risparmio di 114 milioni di euro.

Mentre 9 mila pediatri organizzati in strutture riconosciute rispondono: "I vaccini sono sicuri, questo è un gioco al massacro", il ministero della Salute ricorrerà in Cassazione contro la sentenza di Torino.

La Società italiana di pediatria (Sip) difende con forza i vaccini negando ogni relazione con l'autismo.

La causa sta in "questa cattiva letteratura medica" che nasce da un articolo pubblicato 14 anni or sono dalla prestigiosa rivista Lancet. Un articolo, successivamente smentito, che riferiva di ricerche svolte da Andrew Wakefield, un medico poi radiato dall'Ordine britannico.

Per rassicurare sulla sicurezza i pediatri hanno deciso di utilizzare proprio il sito della Sip. Alberto Eugenio Tozzi, direttore scientifico della comunicazione, risponde alle domande di genitori preoccupati.

In campo medico non ci sono certezze, ha spiegato Tozzi, ma un modo diverso per prevenire la diffusione delle infezioni ancora non è stato scoperto.

"La probabilità di sviluppare una malattia che si può prevenire e una grave complicanza è molto maggiore di quella di avere un effetto collaterale grave associato a una vaccinazione", ha spiegato Tozzi.

In sostanza, l'effetto collaterale può anche esserci, ma resta comunque raro, invece "il rischio di contrarre morbillo e pertosse se non ti vaccini, di rischiare encefaliti e sordità, è più alto".

Per approfondire:

Vaccinazioni obbligatorie e consigliate per i neonati.

14 settembre 2012

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