Il Papa invita i farmacisti alla disubbidienza
Credo che sia la prima volta, se si eccettua l'invito a non votare per il governo italiano dopo la breccia di Porta Pia, che il Vaticano invita i cittadini italiani a disubbidire alla legge.
Quella in questione regola i rapporti dei medici con i farmacisti è del 1938 e recita: 'i farmacisti devono consegnare il farmaco prescritto dal medico. In mancanza devono ordinarlo e possono farsi pagare anticipatamente il farmaco stesso'.
Ma il Papa non chiede una modifica della Legge che consenta ai suoi fedeli di rispettare il proprio sentimento. Non invoca una legge sull'obiezione di coscienza che pure un premier in odore di pentimento e abiura potrebbe benissimo fargli. Semplicemente invita una categoria addetta a un servizio pubblico (anche se gestito da privati, come Alitalia ) a non fare il suo dovere, Neanche date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio...
Semplicemente abusate della vostra posizione per imporre ai cittadini il vostro credo religioso. Direi senza timore di esagerare che è un comportamento assimilabile a quello dei talebani.
Questo farmaco, da non confondere con RU 486, che serve per l'aborto farmacologico e va somministrato da un medico nell'ambito della Legge 194/78 è disponibile persino nella cattolicissima Irlanda, dove l'aborto è vietato.
La scelta di invitare i farmacisti a violare la legge coinvolge le donne, che vedono calpestati i loro diritti di cittadine. Già alcune denunce sono arrivate per questo problema e il reato ipotizzato è quello di interruzione di pubblico servizio.
Coinvolge però anche i medici , che eseguono regolare ricetta e vegono respinti, in palese violazione del contratto che lega medici e farmacisti, con rischio di abuso della professione.- E' possibile che un farmacista rifiuti un farmaco regolarmente prescritto?
Vita di donna, attiva da un anno con il suo servizio SOS pillola del giorno dopo e con la sua rete di medici proscrittori in 14 città d'Italia, continuerà a difendere il diritto delle donne alla salute.
Ted Kennedy, in una lettera al Papa in cui si scusava per la sua condotta irregolare, diceva 'però non posso non difendere la salute delle donne'.
Anche noi, santità.
Elisabetta Canitano
Pagina pubblicata il 14 settembre 2009