Il Pd che vuole bene alle donne.. si fa per dire

Il PD piccona la sanità pubblica, ci mette in mano ai padroni, alle multinazionali e ai preti, nega alle donne la contraccezione gratuita, tranne che in alcune regioni e non in modo sistematico e per fasce ridotte di età, non per censo, come se non facesse parte delle cure.

(Ma quel Che Guevara di Rossi firmò addirittura i finanziamenti ai pro vita nei Consultori toscani con l'assessora renziana Saccardi).

Nel Lazio non rispetta i diritti delle gestanti che spesso e volentieri si pagano tutto per la voluta cattiva organizzazione. Non fa si che le donne possano mettere la spirale gratuitamente, né la contraccettiva ma nemmeno quella curativa perché non piace al Vaticano, non ha un percorso laico per la diagnostica prenatale e le donne con malformazioni fetali gravi devono fare la diagnosi in strutture religiose e poi vagare per abortire. E più la struttura è religiosa e più ritarda la diagnosi, per cui le donne alla fine spesso vanno all’estero ad abortire.

Come firmatario del jobs act impedisce alle donne di avere figli perché dovrebbero averli nella miseria, senza lavoro. Poi ci agita davanti queste farfalline che sbattendo le ali dovrebbero convincere le persone a votarlo, distraendoci da quello che succede davvero. Laura Boldrini, Marta Bonafoni, Elly Schlein. Donne che avallano un partito in cui la responsabile salute è Beatrice Lorenzin, ministro che ha tolto le pillole contraccettive gratuite, e che ha aumentato la multa per l'aborto irregolare, multa che colpisce le donne più fragili, proprio quelle migranti sulle quali si straccia le vesti (Non che Speranza se ne sia interessato eh, perché il PD fa cose di destra e la sua parte “sinistra” abbaia alla luna quando gli toccherebbe di cambiare qualcosa).

Ministro, Beatrice Lorenzin, che voleva andare, proprio in qualità di ministro, a parlare all'associazione “uno di noi” dove per uno di noi si intende l’embrione, che dovrebbe avere gli stessi diritti delle donne. Un partito che fa eleggere Casini a Bologna, quello del famliy day. Un partito che finanzia il MOIGE, emissione vaticana che si occupa del bullismo nelle scuole (ovviamente pagato) purché non sia bullismo omofobo che quello si sa che pazienza, mai sia parlare nelle scuole di sesso. Ma abbiamo anche chi in cambio di un ufficetto accetta di tacere sagrificando gli adolescenti in difficoltà. Alcuni di loro si uccidono ma vuoi mettere la carriera? Anche qui gran sbattimento di ali per accreditare il PD come interessato ai loro problemi.

Allora come hanno giustamente detto le ragazze che hanno contestato Laura Boldrini bisogna fare una scelta. O si denuncia tutto questo con chiarezza o si fa carriera in un partito di destra come il PD chiudendo occhi, orecchie e bocca facendo finta che sia di sinistra o si occupi dei diritti delle persone.

Diritti civili (perché quando metti in mano la sanità e la scuola ai preti anche quelli sono chiacchiere) e diritti sociali. E quando ti presti a questa sceneggiata imbarazzante ti può capitare che qualcuno te ne chieda conto. Si chiama lotta per i diritti. Ci siamo disabituati ma tocca ricominciare di corsa.

Mai zitti. Contro il potere che schiaccia i diritti. Non siamo entrati in parlamento, non facciamo carriera, ma siamo dalla parte di chi non ha diritti. E se non ci fossimo sarebbe ancora peggio. La lotta è una cosa seria e la gente tradita vota a destra sperando che qualcosa cambi. Sta a noi ricostituire la speranza negli ideali di lotta e di solidarietà del popolo. Noi continuiamo. Questa è la lotta contro la destra. Dimostrare che la sinistra vera non ha niente a che vedere con questa gente. Avete distrutto questa parola regalando la gente alla Lega e alla destra. Lottiamo insieme per i diritti.

P.S.

D’Amato si è’ impegnato a non fare entrare i pro vita nei consultori pubblici. Spoiler: in Italia per il momento non esistono consultori pubblici con i Pro vita dentro perché le lotte delle donne lo hanno sempre impedito, non certo il PD, vedi Toscana . Si occupasse invece del cimitero dei feti che a Roma continua a esistere senza i nomi ma con la sigla che rimanda alla cartella clinica. Ci facesse vedere il consenso informato stabilito dalla Regione per il trattamento del prodotto abortivo, perché le donne possano davvero scegliere liberamente.

P.P.S.

Pillola gratis 15/19 anni? E chi non arriva alla fine del mese e ha vent’anni? Ah ecco. Niente. Ciao povery.

Elisabetta Canitano

21 ottobre 2022

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