Il gruppo monosintomatico


Anoressia, perchè previlegiamo il Gruppo monosintomatico? Perché occorrono delle pratiche terapeutiche che tengano conto di questa chiusura del sintomo contemporaneo, che rifiuta ogni dialogo e tende a nascondersi, omologarsi sotto l'insegna del "tutti uguali", rifiutando il transfert ed abolendo ogni autentica domanda di cura.

A questo punto il gruppo ha come suo programma strategico, partire dalla logica della monosintomaticità del sintomo anoressico bulimico per ribaltarla.

Bion stesso uno dei padri fondatori della psicoterapia di gruppo analitica, ha centrato la funzione terapeutica nel viraggio del gruppo da aggregato di individui alienati in una massa omologante, al gruppo di lavoro, in cui ognuno si assume la propria responsabilità soggettiva, la propria etica personale. Nel caso dell'anoressia- bulimia, l'effetto massa è rinforzato e sostenuto dall'azione dei Midia.

I midia infatti, come sappiamo, enfatizzano un uso dell'ideale tutto spostato sull'immagine e sulla padronanza del corpo, grazie al raggiungimento di una perfezione fittizia. Questa perfezione permette di cancellare la differenza sessuale (particolarmente minacciosa in una società monosex come la nostra) come quella individuale.

L'universalità di certi comportamenti, la possibilità di mimetizzarsi nella massa diviene l'unica forma di rassicurazione, che però restituisce un senso crescente di fragilità, di inautenticità, di insicurezza.

Il piccolo gruppo monosintomatico attraverso il rispecchiamento delle partecipanti, l'una nell'altra, reintroduce le anoressiche nel circuito dello scambio con l'Altro, proprio grazie al gioco con l'altro come simile, come specchio. Successivamente, il lavoro di entrata e uscita dallo specchio mette in tensione il sintomo.

Il punto chiave è che dispositivo gruppale, deve avere il coraggio di promuovere l'eterogeneo, di introdurre la diversità, permettendo, in un secondo tempo, il tempo più strettamente analitico, di riconoscersi una ad una nella propria particolarità soggettiva.

Il trattamento di un godimento particolare ....

Il gruppo come rete permette di lavorare più efficacemente su quella particolare forma di sofferenza che chiamerò godimento del sintomo.

L'assunto da cui partiamo è che la sofferenza psichica si traduce nella scena inconscia, in una forma particolare di godimento: lo vediamo in azione nel piacere della sofferenza che certe anoressiche rivendicano quasi con orgoglio. Infatti il soggetto mostra un attaccamento alla sua malattia, ha difficoltà a separarsene, ed è spesso necessario un lavoro difficile ed estenuante per consentire alle pazienti di accedere ad un altro uso delle energie psichiche. Questo godimento assume le forme di un conflitto nel sintomo nevrotico.

Mentre abbiamo visto che nel sintomo contemporaneo appare più spesso una sorta di godimento sregolato, sganciato dall'Altro (inteso anche come l'Altro sesso), autosufficiente, solitario ("Me la godo col mio sintomo, nella mia solitudine senza che nessuno mi debba turbare"), come si vede nelle abbuffate di queste pazienti, o nella droga del tossicodipendente. La psicoterapia deve riuscire a trattare, ad incidere su questo godimento.

Anoressia - Bulimia - Obesità Dipartimento di salute mentale RMD Centro integrato di psicoterapia: Psico-diagnostica, Terapia di gruppo, Terapia individuali, Gruppi Coordinamento e sinergia con le strutture internistiche territoriali

Via Giovagnoli, 29 - Roma - Per qualsiasi richiesta: Dr Elisabetta Spinelli - Tel. 333 3517503 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pagina aggiornata il 10 giugno 2009

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