Leggiamo insieme la seduta


Anoressia, leggiamo insieme la seduta. Il grosso tema che si presenta immediatamente nel gruppo è quello del controllo-non controllo rappresentato dalla polarità: Anoressia, controllo, rifiuto dell'Altro (terapeuta compreso) – Bulimia, perdita del controllo, essere in balia dell'Altro.

Gianna, quella con le flebo che aveva dichiarato la più grande opposizione alla terapia, adesso manifesta il desiderio di essere aiutata, controllata nella dieta dalla madre, ma nello stesso tempo vorrebbe rifiutare questo controllo. In modo tale che manifesta al gruppo che le è testimone, una conflitto dentro di se che normalmente tende a negare, così è costretta a riconoscere, a soggettivare la sua sofferenza-godimento.

Raffaella vorrebbe controllare tutto il mondo con la perfezione, rifiuta il cibo e la convivialità, invita tutto il gruppo a rispecchiarsi in una dimensione onnipotente e narcisistica.

Sabina che a 35 anni, abusa del cibo senza freni e si esibisce spudoratamente davanti allo sguardo dell'interlocutore cercando di provocarne l'orrore(fenomeno molto frequente nei soggetti affetti da abbuffate patologiche). Nel sogno non riesce a fare nessuna barriera alle pallottole dell'Altro. Sabina, infatti, si sente intrusa dallo sguardo dell'Altro.

Vi si abbandona, rinunciando ai propri confini. Sembra incapace di dire di no, di fare una qualche steccato all'Altro che fantastica a livello inconscio come intrusivo e minaccioso. Infatti un'imponente fobia del contagio la tormenta senza tregua: scatenata a 11 anni da esperienze traumatiche in cui si è ritrovata esposta senza difese, come inghiottita da un godimento indicibile quanto colpevolizzante.

Dopo è entrata in un tunnel: ogni volta che viene sfiorata da un uomo, sopraggiunge un angoscia del contagio incontrollabile che solo il cibo riesce a calmare:"Mangio come un aspirapolvere... Potrei esplodere, urlare, ma niente. La mia passività è un rifiuto dell'amore o una forma di odio?"

L'angoscia persecutoria di Sabina di essere in balia dell'Altro viene simbolizzata nel sogno. La narrazione del quale materializza immediatamente il fantasma gruppale: fantasma condiviso da tutto il gruppo e che verrà enunciata chiaramente alcune sedute successive da altre pazienti: il gruppo identificato ad una madre divorante e minacciosa.

A Valeria, in vece, il sentirsi non vista, abbandonata dall'Altro, l'ha spinta a fantasticare il suicidio come rottura assoluta. Ciò permette anche ad Alessandra di confessare il passaggio all'atto effettivamente tentato nella dimensione depressiva dell'estate in cui si è sentita sganciata, lasciata cadere in modo assoluto. Adesso, nel gruppo, grazie alla parola, il legame con l'Altro si può ricostruire.

La sessualità:

Si nota inoltre il disgusto per la sessualità dichiarato da alcune di queste pazienti. L'identità sessuata, il corpo sessuato fanno paura, rappresentano l'abbandono dell'infanzia, dalla simbiosi con la madre, la possibilità di mettersi in gioco in un rapporto d'amore con tutti i rischi che comporta.

Ci si crea un identità fittizia identificandosi al corpo androgino. Allora il cibo viene messo al posto del sesso, però c'è una censura, una rimozione: la rappresentazione della sessualità c'è, ma rimossa. Si gioca a fare a meno del sesso, a fare come se il corpo sessuato non esistesse.

Mentre nelle pazienti come Sabina la sessualità non è censurata ma emerge in modo minaccioso nel sintomo del contagio. La rappresentazione della sessualità è stata abolita non può umanizzare il corpo, né restituirgli una forma. Il corpo è dunque sempre in pericolo, estraneo, abnorme, privo di vita come nei melanconici.

Anoressia - Bulimia - Obesità Dipartimento di salute mentale RMD

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Pagina aggiornata il 10 giugno 2009

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