Anestesie e allattamento

Vari tipi di anestesie e allattamento al seno. Ci sono rischi per il bambino? L'allattamento al seno viene disturbato da un'anestesia generale, epidurale o quella che somministra il dentista? Allattare dopo un cesareo

Anestesia e allattamento

Dopo un parto cesareo

  • Un intervento chirurgico come un parto cesareo rappresenta un’interferenza significativa con l'avvio dell'allattamento al seno.
  • La mamma è di solito inizialmente in difficoltà (per l'impaccio e/o il disagio e/o il dolore) a rispondere alle esigenze anche alimentari del bambino.
  • La montata lattea, che solitamente dopo un parto normale si manifesta fra le 40 e le 72 h, è però ugualmente valida, anche se più lenta.
  • Va tenuto presente che con l'aiuto del personale sanitario ed un po' di determinazione la neo-mamma sottoposta a cesareo riuscirà lo stesso ad allattare al seno il proprio bambino.
  • Se il cesareo viene condotto in anestesia epidurale piuttosto che in anestesia generale (e non ci sono complicazioni di salute) la donna può fin dalla prima ora dopo la nascita essere in grado di provvedere all'allattamento al seno, anche senza aggiunte di latte e senza ricorrere alla soluzione glucosata d’appoggio.

Esistono alcune particolari posizioni per la donna che allatta dopo un cesareo che permettono una relativa comodità.

Anestesia generale

L'allattamento al seno è compatibile con l’anestesia generale dopo un parto mediante taglio cesareo o per un altro intervento chirurgico.

  • Quando la mamma dopo un'anestesia generale è nuovamente sveglia e pronta a rispondere alle richieste del bambino è venuto anche il momento in cui, se vuole, può attaccare il bambino direttamente al seno.
  • Il suo stato di veglia indica infatti chiaramente che lei ha già adeguatamente smaltito i farmaci dell'anestesia. Livelli ormai bassi dei farmaci sono presenti nel suo sistema nervoso, nel suo sangue ed anche nel suo latte.
  • Il latte materno, finché resta nelle mammelle, è ancora in equilibrio con il sangue della mamma.
    Questo è anche il presupposto perché un farmaco anestetico, pur presente inizialmente nel latte della mammella, quando la donna si sveglia, risulti per buona parte già da lei eliminato per via renale e biliare.
  • Quindi non c'è alcuna necessità di gettare "prudenzialmente" via il primo latte spremuto. Alla prima poppata al seno il bambino non introdurrà un concentrato di anestetici! Del resto molti fra gli anestetici solitamente usati hanno una vita breve, cioè un limitato tempo di permanenza nell'organismo materno.

Anestesia epidurale

È un tipo di anestesia limitata ad una regione del corpo e somministrata alla madre attraverso una puntura lombare.

L'anestesia epidurale viene effettuata mediante farmaci che non sono in grado di condizionare la salute del poppante perché passano nel latte materno in quantità trascurabili.

Anestesia locale

  • Molte donne devono sottoporsi ad anestesie, specialmente dentarie. Spesso aspettano che finisca la gravidanza e che il bambino sia nato nel timore di eventuali danni sul feto.
  • I farmaci utilizzati per l'anestesia locale e dentaria non sono riscontrabili in quantità significative nel latte materno.
  • Alcuni di questi farmaci inoltre, anche se ingeriti, verrebbero per giunta distrutti dallo stomaco del poppante. In sintesi le anestesie locali e dentarie sono compatibili con l'allattamento al seno.

Antidolorifici in travaglio di parto

  • Esistono farmaci che, se somministrati a scopo antidolorifico alla donna nelle ultime ore del travaglio, interferiscono con l'allattamento al seno, nel senso che riducono la capacità del bambino a succhiare.
  • Questi farmaci contro il dolore hanno azione sedativa; vengono dati per iniezione in vena o in muscolo o sottocute.
  • L'effetto sedativo si ottiene non tanto perché questi farmaci passano nel latte, quanto piuttosto perché arrivano al bambino subito prima del parto attraverso la placenta per tutto il periodo in cui ti trovi ad assumere il medicinale in questione.
  • É bene che la donna che abbia avuto bisogno in travaglio di un simile trattamento contro il dolore, attenda l'emergere delle competenze di suzione del bambino, aiutandolo magari con un contatto pelle a pelle precoce prolungato.

Fonte: Burlo Garofolo di Trieste

9 giugno 2022

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