RU486: Canitano, basta con le ipocrisie, le donne ne hanno diritto

Dopo la decisione dell’Aifa, che ha deliberato la commercializzazione della Ru486, la cosiddetta pillola abortiva, la reazione del mondo cattolico è dura, ma soprattutto scontata.

Monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia della Vita, sulle pagine dell’Avvenire avverte che la Chiesa non starà a guardare e le donne che sceglieranno l’aborto farmacologico compiranno “un atto abortivo diretto e deliberato”. Dovranno quindi essere consapevoli “delle conseguenze canoniche a cui vanno incontro”.

Quelle che per il monsignor Fisichella sono conseguenze canoniche, per il monsignor Elio Sgreccia, presidente emerito della stessa Accademia, è scomunica. Quest’ultimo non usa mezzi termini: “E’ un delitto da scomunica, la Ru486 non è un farmaco, ma un veleno letale”.

Nel Pdl reazioni di segno opposto. “Se sotto controllo ospedaliero, sono d’accordo con l’introduzione della pillola Ru486 anche in Italia – afferma Stefania Prestigiacomo – ma non sono d’accordo se questa pillola fosse venduta anche nelle farmacie”.

Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, invece, pone l’attenzione sui protocolli di attivazione e attende di verificare se la delibera dell’Aifa contiene i paletti che renderanno il trattamento super controllato. Sulla vicenda il governo è sul piede di guerra. La reazione dura della Chiesa è un chiaro segnale per l’esecutivo. Il rapporto con le gerarchie ecclesiastiche è seriamente deteriorato dagli scandali personali che vedono il premier criticato sulla stampa mondiale. E’ pertanto prevedibile che il governo intraprenda azioni che, in sintonia con i voleri del Vaticano, vincoleranno l’uso della pillola abortiva entro rigidi paletti.

“La Chiesa fa il suo mestiere – commenta Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente di Vita di Donna – predica la cura dell’anima post mortem e la vita prima della nascita. Quello che avviene nel mezzo ha meno importanza. Non può quindi esserci considerazione per il dramma personale di una donna che decide di abortire. Se lo fa è scomunicata e possibilmente deve soffrire anche fisicamente. Di questo non si può che prendere atto e le donne sono libere di seguire o meno la strada tracciata dalla religione”

Dottoressa Canitano, dal governo arrivano venti contrari, ostacoli, altolà all’Aifa. Il ministro Sacconi chiede indicazioni certe sull’uso della pillola abortiva, il sottosegretario Roccella esprime dubbi sulla compatibilità del farmaco con la legge 194. Qual è il suo commento?
“Guardi, l’Ru486 è stata adottata in Francia nel 1988, da 21 anni viene quindi utilizzata come strumento che affianca l’interruzione di gravidanza chirurgica. Via via la maggioranza dei paesi europei l’ha inserita nei protocolli. Se c’è una cosa che davvero fa notizia è che finalmente anche le donne italiane possono disporre del farmaco come quelle inglesi, francesi, austriache, spagnole, greche, ungheresi.. se vuole posso continuare. Siamo tra gli ultimi paesi europei e questo è uno scandalo. Finora molte donne che hanno scelto di abortire con il sistema farmacologico hanno dovuto varcare la frontiera e recarsi in Svizzera. Gli ostacoli alla introduzione della Ru486 hanno soltanto prodotto il fenomeno del turismo abortivo, sempre sulla pelle delle donne”.

Quindi?
“Milioni di donne, in decine di paesi, l’hanno utilizzata. Quindi, di cosa stiamo parlando? Cosa va ancora chiarito per dare alle donne questa opportunità di scelta? Ogni affermazione scientifica contraria alla Ru486, che non sia ispirata quindi da convinzioni religiose, è aria fritta. Ripeto, la Chiesa fa il suo lavoro, che il governo faccia il proprio tenendo ben presente che questo è uno Stato laico.
Come lo raccontiamo al mondo che mentre il nostro capo del Governo ospita prostitute a casa sua e la Chiesa per mesi tace, alle donne italiane è vietato l’uso di un farmaco che rende fisicamente meno doloroso ed invasivo l’aborto?”
di Monica Soldano
1/8/2009

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