Diabete: alimentazione, diete e attività fisica


Diabete

Alimentazione

Il diabete è una malattia cronica che richiede un approccio olistico in termini di assistenza per prevenire complicazioni sia acute che a lungo termine. La gestione dell'alimentazione per i pazienti diabetici si sta evolvendo da 100 anni mano a mano che la base patofisiologica delle complicazioni derivate dal diabete diventa più esplicita.

La terapia nutrizionale medica è estremamente importante per i pazienti diabetici e prediabetici in modo che possa essere ottenuto un adeguato controllo glicemico. Colloqui faccia a faccia con un dietista che conosca bene l'alimentazione diabetica sono da preferire, come è stato mostrato in studi effettuati in Pakistan e Ungheria, che hanno provato l'utilità di un dietologo nel migliorare l'aderenza dietetica.

Il counseling nutrizionale dovrebbe essere sensibile ai bisogni personali del paziente e a quanto sforzo il paziente è disposto a mettere per rendere appropriato il cambio di alimentazione.

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La terapia nutrizionale medica per i diabetici può essere divisa in interventi dietetici e attività fisica. Lo stile di vita è le modifiche dietetiche formano la base della terapia in pazienti con diabete di tipo 2 (resistenza all'insulina).

Nei pazienti con diabete di tipo 1, che hanno una deficienza di insulina, un equilibrio fra insulina e bisogni nutrizionali deve essere ottenuto per il controllo glicemico ottimale.

Diete

L'alimentazione per pazienti diabetici può essere ulteriormente divisa in prevenzione e gestione continua del controllo glicemico. La prevenzione è più per individui a rischio di sviluppare diabete e per pazienti diabetici tipo 2 che per pazienti che hanno già sviluppato complicazioni, in modo da prevenire una progressione ulteriore.

Gli obiettivi dell'alimentazione in prevenzione sono i seguenti:

  • Prevenzione primaria. Identificazione della popolazione ad alto rischio (indice di massa corporea (BMI) >25), obesità o stato prediabetico e implementazione della dieta e cambi di stile di vita.
  • Prevenzione secondaria. Utilizzo della nutrizione come modalità terapeutica per ottenere euglicemia in pazienti diabetici.
  • Prevenzione terziaria. Nutrizione come strumento per gestire le complicazioni macrovascolari e microvascolari del diabete e per rimandare morbidità e mortalità.

I gruppi di alimenti includono macronutrienti e micronutrienti. Non c'è un mix dietetico ottimale di macronutrienti che possa essere prescritto all'intera popolazione diabetica. I bisogni dietetici devono essere individualizzati.

La riduzione dell'assunzione dei grassi (grassi saturi, trans-grassi, colesterolo) nei pazienti diabetici è teso a diminuire il rischio di malattia cardiovascolare riducendo il colesterolo plasmatico e i livelli di colesterolo legato alla lipoproteina a bassa densità (LDL).

Le diete a basso contenuto di carboidrati e basso contenuto di grassi usate per ottenere un'iniziale perdita di peso sono efficaci a breve termine (approssimativamente 1 anno) e necessitano di monitoraggio con test di profilo lipidico e funzione renale. Le diete a basso contenuto di carboidrati (20-120 g/giorno) apportano l'ulteriore beneficio di un profilo lipidico favorevole se confrontato con le diete a basso contenuto di grassi. Si è anche notato che le diete a basso contenuto di carboidrati diminuiscono i valori di glucosio del plasma a digiuno di circa 21-28 mg/dL.

La cosiddetta dieta mediterranea può essere un'opzione. Uno studio in cui i soggetti (N=322) sono stati randomizzati per 1 di 3 diete (mediterranea, calorie limitate, bassi grassi, calorie limitate; bassi carboidrati, calorie non limitate) ha riscontrato che a un controllo a 2 anni, i 36 soggetti diabetici assegnati alla dieta mediterranea avevano livelli di insulina e glucosio nel plasma a digiuno più favorevoli in confronto a quelli assegnati alla dieta bassi grassi.

Per i pazienti che sono in terapia con insulina o ipoglicemici orali, essere a dieta restrittiva richiede un aggiustamento del dosaggio per prevenire l'ipoglicemia.

Le scelte di carboidrati nel diabete sono le seguenti:

  • I carboidrati sono necessari per l'energia, per alcune vitamine, fibre, per la palatabilità dietetica e come importante regolatore di glucosio postprandiale;
  • La quantità raccomandata giornaliera per i carboidrati è 130 g/d;
  • Il tipo di carboidrati consumati (amido, amilosio, amilopectina) si riflette sui valori di glucosio postprandiale.

Il consumo di cibi a basso indice glicemico può risultare in un calo dello 0.4% di emoglobina A1C in confronto con i cibi ad alto indice glicemico, gonfiore e una dieta restrittiva limitano il ricorso a questo tipo di dieta.

I dolcificanti non nutritivi hanno meno calorie in confronto al normale saccarosio usato nello zucchero da tavola ma non hanno mostrato di ridurre la glicemia, di accelerare la perdita di peso o causare aumento di peso.

Le raccomandazioni dietetiche per i grassi nel diabete sono le seguenti:

  • Consumo dietetico totale di colesterolo di meno di 22 mg/d;
  • Consumo di grassi saturi 7% del consumo giornaliero della persona;
  • Si raccomandano più porzioni di pesce non fritto alla settimana come fonte di acidi grassi omega 3, che si postula riducano le complicanze cardiovascolari.

E' consigliato il consumo di steroli vegetali per bloccare l'assorbimento intestinale di colesterolo e diminuire la percentuale totale di plasma LDL colesterolo, se il consumo è intorno a 2 g/d

Le raccomandazioni per le proteine nel diabete sono che è raccomandata una dieta di buona qualità con molte proteine. Questa misura può aiutare nell'ottenere perdita di peso e controllo del livello di glucosio nel sangue.

Oltre ai macronutrienti, i micronutrienti sono una componente importante di una dieta bilanciata. I pazienti dietetici non controllati sono di solito carenti di micronutrienti a causa di cattive scelte dietetiche. I medici dovrebbero incoraggiare a ottenere il fabbisogno quotidiano da una dieta salutare e bilanciata piuttosto che da integrazione con multivitamine. Se questo non può essere ottenuto, allora una multivitamina giornaliera è accettabile. Zinco, rame e cromo sono stati studiati ma non giocano nessun ruolo nell'ottenere stretto controllo glicemico.

Molto interesse è stato messo nel ruolo degli antiossidanti e diabete, dato che il diabete è stato notato essere uno stato di stress ossidativo. Il seme di lino ha mostrato negli esperimenti di diminuire i marker infiammatori nei pazienti diabetici di tipo 2, ma non ci sono raccomandazioni specifiche e affidabili.

La vitamina E in combinazione con altri antiossidanti ha la tendenza a fare più male che bene se presa per periodi troppo prolungati. Ai pazienti dovrebbe sempre essere chiesto a proposito del loro uso di integratori di erbe per il trattamento del loro diabete di tipo 2, dato che gli integratori con erbe possono interagire con altri farmaci e produrre inattesi effetti avversi. Ad oggi, l'evidenza che integratori con erbe aiutino la gestione del diabete è insufficiente.

Gli adulti con diabete che scelgono di indulgere con l'alcol dovrebbero essere messi in guardia sul rischio di ipoglicemia notturna se consumato di sera senza cibo. E' stato raccomandato che gli uomini limitino il loro consumo a 2 drink al giorno, mentre per le donne si suggerisce 1 drink al giorno. Una bevanda alcolica è definita come una porzione di 12 once di birra, (un'oncia sono quasi trenta grammi) una porzione di 5 once di vino, e una porzione di 1-5 once di alcol distillato. L'astinenza completa dall'alcol dovrebbe essere consigliata alle persone che hanno una grave neuropatia periferica e ipertrigliceridemia.

Attività fisica

Un'attività fisica di 150 minuti a settimana è specialmente raccomandata per i pazienti diabetici di tipo 2, poiché causa moderata perdita di peso e aumentata sensibilità all'insulina. Se viene eseguita attività vigorosa allora il tempo di durata è 125 minuti a settimana, con non più di 2 giorni consecutivi senza allenamento.

L'Istituto Nazionale Cuore Sangue Polmoni, usando i dati della Ricerca d'Esame della Salute e Nutrizione Pubblica (NHANES), definisce le persone sovrappeso come aventi un BMI di 25-29.9 kg/m2 e obese aventi un BMI più grande di 30 kg/m2.

Per i pazienti con diabete di tipo 2 con un BMI più grande di 35 kg/m2, un beneficio maggiore è stato notato se si sottopongono a chirurgia bariatrica in confronto a continua terapia medica rispetto al controllo di glucosio e perdita di peso. Farmaci per la perdita di peso nell'iniziale 5-10% della perdita di peso sono raccomandati per pazienti con diabete accertato che hanno un BMI più grande di 27 kg/m".

Studi hanno mostrato che un alto BMI con un'aumentata circonferenza di vita (indicatore di grasso viscerale) è un predittivo dello sviluppo del diabete di tipo 2 e malattia cardiovascolare. Negli studi sia a lungo che a breve termine che valutavano la perdita di peso e il suo effetto risultante su un calo di emoglobina A1C, tuttavia, i risultati non sono stati consistenti.

Lo yoga è stato suggerito come un'alternativa per gravi pazienti diabetici che possono non essere capaci di partecipare a strenua attività. Malhotra e altri hanno intrapreso uno studio di 20 pazienti a Dehli, in India e hanno concluso che lo yoga ha un effetto benefico sul controllo di glucosio così come nel promuovere la perdita di peso.

Una prova attuale, Look AHEAD (Azione per la Salute nel Diabete), è stata progettata per valutare i risultati della perdita di peso a lungo termine sulla glicemia e lo sviluppo della malattia cardiovascolare. Per i pazienti diabetici tipo 1 con complicazioni macrovascolari o microvascolari, un programma di esercizio personalizzato è garantito dato che l'esercizio strenuo può provocare complicazioni.

Se i pazienti hanno la retinopatia diabetica attiva proliferativa, dovrebbero essere consigliati di astenersi dall'esercizio strenuo o manovre di Valsalva, dato che possono far precipitare un' emorragia del vitreo. I pazienti con microalbuminuria (> 20 mg/min secrezione di albumina) o franca proteinuria (>200 mg/min secrezione di proteina) non dovrebbero impegnarsi in attività fisica di alta intensità.

Nei pazienti diabetici tipo 1, il rischio di sviluppare ipoglicemia esiste durante, immediatamente dopo o molte ore dopo essersi impegnati in attività fisica, il che obbliga a un aggiustamento nel regime terapeutico che i pazienti possono star seguendo. Carboidrati supplementari dovrebbero essere presi se i valori di glucosio con puntura del dito sono minori di 100 mg/dL prima di iniziare l'attività fisica.

Le precauzioni chiave per i programmi di esercizio nel diabete sono le seguenti:

  • Valutazione del paziente prima di imbarcarsi in un programma di esercizio, con un completo esame fisico e attenti test medici, con documentazione del grado di retinopatia, nefropatia, e neuropatia (sia periferica che autonomica).
  • ECG di partenza a riposo per controllare qualsiasi anormalità del segmento ST e T; ulteriore test radionuclide da stress può essere legittimo.
  • Ultrasuono doppler e indice brachiale alla caviglia se è presente evidenza di malattia arteriosa periferica.
  • Se un paziente con piedi sensibili dovesse intraprendere l'esercizio possono risultare ulcerazioni e fratture; esercizio con i pesi dovrebbe essere limitato; il nuoto è l'esercizio ideale in questo caso.
  • Deve essere sempre intrapresa una sessione di riscaldamento e raffreddamento di 5-10 minuti.
  • Uso di gel silicone o suolette areate oltre a calze di poliestere o miste (cotone-poliestere), per prevenire piaghe e mantenere la circolazione.
  • Le scarpe dovrebbero essere sempre appropriate.
  • Esame dei piedi del paziente prima, così come dopo l'esercizio fisico.
  • Un braccialetto diabetico dovrebbe essere indossato e dovrebbero essere fatti passi per assicurarne la visibilità.
  • Una media di 17 once di fluidi dovrebbe essere consumata almeno 2 ore prima dell'inizio dell'attività per mantenere adeguata idratazione.

Gestire il diabete richiede un approccio multidisciplinare e nutrizione e esercizio fisico sono due aspetti significativi per aiutare a ridurre il peso globale dell'epidemia di diabete. Per assicurare risultati soddisfacenti, i medici, i pazienti e i dietologi devono lavorare insieme. Studi hanno mostrato che consultazioni faccia a faccia con un dietologo registrato qualificato migliorano l'aderenza del paziente alle diete per il diabete prescritte.

Le pietre miliari della terapia per i pazienti con diabete di tipo 2 sono la dieta e le modifiche dello stile di vita. Per i pazienti diabetici tipo 1 lo scopo di controllo glicemico ottimale può essere ottenuto con un equilibrio fra insulina e bisogni nutrizionali.

Fonte: Medscape

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