Diabete: cos'è?

Cos'è il diabete

Cos'è il diabete, che ruolo svolge l'insulina, cos'è la glicemia, come si manifesta il diabete, i sintomi e le conseguenze, il diabete mellito.

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Cos'è il diabete

Il diabete è una malattia provocata da un'alterazione della capacità dell'organismo di assimilare e sfruttare gli idrati di carbonio. Con il termine di idrati di carbonio si indicano gli zuccheri, detti anche carboidrati o glucidi.

Fonte di energia per gli esseri viventi, queste sostanze sono formate da tre elementi (carbonio, idrogeno e ossigeno), la cui formula è quella del più diffuso degli zuccheri, vale a dire del glucosio.

A cosa servono gli zuccheri

Tutte le cellule del corpo, ma soprattutto le cellule cerebrali ed i muscoli, hanno bisogno di glucosio, sostanze che sottraggono di continuo al sangue circolante.

Il glucosio si scinde in molecole più piccole e da tale scissione le cellule possono ricavare l'energia necessaria alla loro attività e sopravvivenza.

Come sono utilizzati gli zuccheri

Una volta introdotto nell'organismo con l'alimentazione, gli zuccheri sono facilmente assorbiti e passano rapidamente nel sangue dove si ritrovano sottoforma di glucosio (tutti gli zuccheri si trasformano, nell'organismo, in glucosio). La percentuale di glucosio nel sangue è misurata dalla glicemia.

Nel soggetto normale la glicemia è sempre la stessa (si aggira tra 0,7 e 1,2 g per litro di sangue).

A mantenere costante la quantità di glucosio provvede il fegato che riceve delle grandi quantità di zuccheri assimilate dal tubo digerente e ne trasforma una parte in grassi, che vengono inviati ai depositi adiposi diffusi in tutto il corpo.

La maggior parte degli idrati di carbonio il fegato però li immagazzina in se stesso, dopo averli trasformati in una particolare sostanza di riserva, il glicogeno, mentre lascia in circolo, sottoforma di glucosio, solo una piccola quantità, cioè quel grammo per litro che è la glicemia normale.

Tale quantità e sufficiente per i normali fabbisogni di tutte le cellule del corpo comprese quelle dei muscoli non controllati dalla volontà (cuore, torace, visceri).

Se invece i muscoli ne chiedono di più, ad esempio per eseguire uno sforzo, il fegato immediatamente provvede ad immettere nella circolazione la giusta quantità di glucosio occorrente, prelevandolo dai suoi depositi di glicogeno.

Questo meccanismo è regolato da vari ormoni, tra cui l'insulina.

Un delicato equilibrio

L'insulina è una sostanza prodotta da particolari cellule presenti all'interno del pancreas, le isole di Langerhans (l'insulina è il diminutivo di insula, cioè isola) che viene versata direttamente nel sangue.

L'insulina, che è un ormone, ossia una sostanza prodotta da particolari ghiandole (endocrine), favorisce, da parte del fegato, la trasformazione di glucosio in glicogeno e il suo immagazzinamento, mentre, da parte del sangue, favorisce la soluzione delle glucosio e il suo consumo.

Con entrambe queste azioni, l'insulina tende così a ridurre il quantitativo di zucchero che è presente nel sangue, porta cioè a condizioni di ipoglicemia (contenuto inferiore di glucosio nel sangue).

L'azione dell'insulina è però equilibrata da quella di altri ormoni, tra cui l'adrenalina, gli ormoni tiroidei, alcuni ormoni ipofisari, che hanno azione esattamente opposta (antagonista) e provocherebbero, se fosse insufficiente l' insulina, una iperglicemia (contenuto superiore di glucosio nel sangue).

In condizioni normali comunque i due tipi di ormoni mantengono un continuo equilibrio, il rapporto ai fabbisogni dell'organismo e alle intenzioni di zuccheri con gli alimenti.

L'insulina

L'insulina chimicamente è una proteina, abbastanza complessa, formata da una catena costituita da oltre 50 amminoacidi, scindibili nell'apparato digerente.

Per questo è demolita dai succhi digestivi e non è somministrabile per bocca, ma per mezzo di iniezioni praticate sottopelle.

Il suo meccanismo d'azione non è ancora del tutto noto, una ipotesi riconoscerebbe a questo ormone la funzione di facilitare l'ingresso degli zuccheri nella cellula.

La sua funzione è indispensabile perché la membrana cellulare di alcuni tessuti, specialmente quello muscolare e quello adiposo, oppone resistenza alla penetrazione degli zuccheri nelle singole cellule.

Diabete mellito

Se vi è una quantità insufficiente di insulina o se questa è parzialmente inutilizzata o infine se, per varie cause, svolge solo una parte delle sue funzioni, si ha il diabete. La prima conseguenza è che prendono il sopravvento gli ormoni antagonisti e si ha perciò iperglicemia. Così la quantità di glucosio nel sangue può raggiungere i 2-3 g per litro e anche più.

Mentre in condizioni normali (cioè con glicemia tra 0,7 e 1,2) le urine non contengono glucosio, appena il glucosio nel sangue supera gli 1,7 -1,8 g per litro passa nelle urine. Questa condizione si chiama glicosuria.

Per di più, per poter eliminare il glucosio con le urine, i reni sono costretti a diluirle, aumentandone perciò la quantità giornaliera: è la poliuria (si arriva a urinare fino ha 4-5 litri al giorno) che provoca naturalmente un notevole senso di sete, per cui il diabetico beve molto più che di norma (polidipsia).

Il termine di diabete fu dato dagli antichi proprio per la presenza di questi due sintomi, che facevano supporre che i liquidi, assunti ed eliminati in grande quantità, si limitassero ad attraversare il corpo (dia baino = passare attraverso).

Per la precisione si dice diabete mellito, che significa dolce (per la presenza di zucchero nelle urine), o diabete zuccherino. Il diabete insipido è un'altra malattia, dovuta a tutt'altro meccanismo, che ha come sintomo un aumento dell'escrezione di urina.

Dieta per il diabete mellito

Sintomi

Le più gravi conseguenze del diabete non curato si ripercuotono su tutto l'organismo.

Nei giovani e più frequente osservare il diabete magro, con spiccato dimagrimento che dipende da deficienza di insulina probabilmente di natura autoimmune. È una forma che tende a sfociare nella più grave tra tutte le complicazioni della malattia, il coma diabetico, a causa della difficoltà di controllo.

Nell'età adulta si osserva più spesso il diabete grasso o florido, in cui si ha una incompleta attività dell'insulina.

Il diabete agisce inoltre negativamente sui vasi, specialmente sulle arterie coronarie (che hanno la funzione di nutrire il cuore), quelle del fondo dell'occhio, quelle dei reni e del cervello.

Altri sintomi caratteristici del diabete sono l'astenia (stanchezza spiccata e invincibile), notevole appetito, prurito diffuso.

Coma iperglicemico e ipoglicemico

Il diabetico può andare incontro al "coma diabetico" o "iperglicemico", sempre più raro con la corretta terapia antidiabetica.

Il paziente avverte sonnolenza, nausea e vomito si associano al polso piccolo (debole) appena percettibile, pressione arteriosa molto bassa, sete intensa, alito con odore di acetone.

Le condizioni possono gradualmente aggravarsi fino a procurare sonno profondo con perdita della coscienza, grave collasso cardiocircolatorio, riflessi quasi assenti.

La cura di questa gravissima complicazione è molto difficile e complessa e si basa tra l'altro sulla somministrazione contemporanea di glucosio e di alte quantità di insulina.

La somministrazione di dosi troppo elevate di insulina o di quantità di zuccheri inferiori a quelle previste dalla dieta o un consumo aumentato come per esempio nell'attività fisica, possono portare a un'altra forma di coma: il coma insulinico che ha un inizio improvviso e può provocare perdita della coscienza, con convulsioni, alito normale, senso di fame e non di sete, mentre il polso è pieno e frequente e la pressione arteriosa normale.

Accanto a questa forma clamorosa e drammatica, vi sono sempre, per le stesse cause, forme più leggere costituite da sudori freddi, stato di stordimento, vertigini.

In tutti i casi la cura è una sola: la somministrazione di glucosio per via endovenosa nei casi di coma e per bocca nelle forme meno gravi.

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10 aprile 2014

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