La nascita di un bambino: aspetti psicologici della coppia


Dopo il lungo periodo della dolce attesa e dopo lo stress del parto, la donna attraversa una fase difficile e complessa, in cui oltre alle necessità di recupero delle proprie energie psichiche, vanno ad aggiungersi quelle tensioni che spesso derivano dall'accudire e nutrire il proprio bambino.

La donna sente che il parto ha interrotto quel particolare squilibrio fisico e psicologico che si era creato fra lei e il bambino durante al gravidanza. In alcuni casi, nei primi giorni dopo il parto, la mamma viene sopraffatta da una sorta di malinconia chiamata "depressione post - partum", che si può presentare in tre momenti:
  • il primo in cui piange, si sente timorosa e preoccupata per l'assenza di sentimenti materni (protezione, affetto, etc.), questa fase può durare di solito pochi giorni;
  • il secondo momento, che può durare anche qualche mese, è costituito dal ritorno a casa e dagli inizi della vita a contatto col bambino. C'è l'incredibile stanchezza di chi non riesce a dormire per una notte di fila, la tensione dell'inserimento in famiglia di un nuovo componente, il mutamento di ruolo nei confronti del marito, le trasformazioni fisiche etc.;
  • il terzo momento, è quello nel quale si affronta l'adattamento a lungo termine alla maternità e può durare fino ad un anno e più.

Durante questo periodo di vita, è importante che la neo- mamma non sia lasciata sola ad affrontare tutta una serie di problemi connessi con il suo ruolo.

Un notevole aiuto sul piano psicologico e pratico può venirle dal marito; i momenti di sconforto e depressione saranno tanto più superabili quanto più il neo - padre sarà sensibile e capace di mettersi dalla parte della donna.

Infatti da tempo le cure al lattante hanno cessato di essere un "privilegio" esclusivo delle madri, ma coinvolgono sempre più la figura paterna in quelli che sono i compiti quotidiani come: cambiare pannolini, allattare con il biberon, cullare il bambino, ecc.

Per quanto riguarda il padre e il suo ruolo all'interno della coppia, nei primi mesi di vita del bambino può accadere che avverta un senso di abbandono, di perdita di centralità all'interno della famiglia.

La mamma si dedica esclusivamente al bambino, tutte le cure e le attenzioni sono per lui, spesso si assiste ad una riduzione dell'attività sessuale etc.

In questi casi consigliamo al padre di non drammatizzare, di essere comprensivo, il periodo è momento e del tutto normale.

Una volta riacquistata la propria sicurezza la neo - mamma riacquisterà il ruolo di donna nella coppia e saprà dare al marito le attenzioni e le cure di prima.

Tuttavia non possiamo esimerci dal ricordare alle mamme che, da una parte, è importante coinvolgere il padre nella vita del bambino, in quanto contribuisce a farlo sentire meno solo ed escluso da quel nuovo rapporto che si è venuto a creare tra madre e figlio; dall'altra di dedicare sempre uno spazio della giornata al rapporto stretto con il marito, non trascurando affettuosità e vita intima.

Il tutto contribuisce a legare sempre più la famiglia intorno al figlio a crea situazioni di sicurezza che rafforzano il bagaglio psicologico di tutti i componenti.

È bene a questo punto occuparsi di quelle che sono le esigenze del lattante in rapporto al mondo circostante ed ai genitori.

Dal punto di vista psicologico il neonato è un essere indifeso, con uno spiccato bisogno di sicurezza e che dipende completamente dalle persone che lo circondano.

Non bisogna, però sottovalutare le tendenze all'autonomia e il bagaglio di energie fisiche e psichiche già in possesso del "piccolo"; tali energie vengono inoltre sviluppate e migliorate con il passare del tempo.

Ed é proprio in questa fase, riconducibile ai primi mesi di vita, che i genitori si pongono alcune domande su cosa sia meglio fare. Spesso si é portati a chiedere dei consigli, a chi ha già avuto dei figli, oppure si consultano riviste con articoli dedicati a "mamme in attesa", con il rischio di avere più dubbi di prima.

È in questi casi a mio parere consigliabile rivolgersi ad un esperto di fiducia (medico, psicologo, assistente sociale) che possa seguire entrambi i coniugi, meglio se tale esperto è in rapporto con i genitori sin dall'inizio della gravidanza. Continuando a parlare del neonato, dobbiamo dire che in questo momento è necessario che egli avverta su di sè le cure affettuose della madre e del padre (figura sicuramente indispensabile per un normale sviluppo psichico del bambino) attraverso funzioni come l'allattamento, il contatto fisico, tenerlo in braccio quando piange etc.

Molti esperti hanno evidenziato l'importanza delle cure materne, del rapporto madre e figlio e di come quest'ultimo sia sensibile a percezioni di tipo psicologico affettivo, se la madre risponderà in modo gratificante alle richieste del figlio, quest'ultimo si sentirà accettato e amato e potrà esprimersi liberamente, al contrario se le cure materne mostrano freddezza o rifiuto, il "piccolo" si sentirà respinto e si andrà a formare dentro di un senso di insicurezza.

A tal proposito è importante che all'interno della coppia la figura paterna sia pronta ad intervenire là dove la quotidianità può dar luogo a momenti di stress o affaticamento da parte della donna.

Anche il padre infatti riveste un ruolo importante nel processo evolutivo del bambino ed è indispensabile che egli assapori la gioia di un contatto fisico con il figlio, acquistando abilità e competenza fin dai primi mesi di vita: lavarlo, cambiarlo, accarezzarlo, cullarlo, giocare con lui, devono diventare normali occupazioni da parte del padre. Concludendo questa nostra breve panoramica sul mondo della paternità, legata alla nascita, sottolineiamo l'importanza di alcuni punti già affrontati nella breve relazione - È indispensabile che nella coppia ci sia parità e collaborazione: Evitare l'eccessiva drammatizzazione di fronte ai problemi, alcuni dei quali troveranno soluzione con il tempo e l'esperienza;

In caso di necessità, comunque, rivolgersi sempre ad esperti di fiducia, per eventuali consigli o perplessità, tenendo presente che l'insorgere dei dubbi è del tutto normale e che la relativa risoluzione degli stessi non è affatto difficile.

Pagina aggiornata il 7/11/2009

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