Medici con il doppio lavoro, un'assurdità soltanto italiana

I medici del Ssn che fanno il 'doppio lavoro', "quelli che sono operativi negli ospedali pubblici, ma che a una certa ora corrono a svolgere la propria attività  in casa di cura", sono "un'assurdità  soltanto italiana".

A puntare il dito è Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenuto ieri a un incontro organizzato dalla Provincia sul Cerba (Centro europeo di ricerca biomedica avanzata) che sorgerà  nel capoluogo lombardo.

Lo scienziato sollecita l'intervento del ministero della Salute. "So che sta lavorando per una regolamentazione" ad hoc, spiega Veronesi ai giornalisti a margine della conferenza stampa. "Il ministro Turco la pensa esattamente come me - precisa - ma se ci sono ragioni politiche che possono far sorgere difficoltà  in proposito, io questo non lo so".

Credo che il ministero della Salute vada verso una proposta di regolamentazione ospedaliera che preveda in maniera assoluta e inderogabile il tempo pieno obbligatorio per i sanitari, come avviene in tutto il resto d'Europa", continua l'ex ministro della Sanità . Secondo Veronesi, "il medico deve stare dentro l'ospedale tutto il tempo.

E non solo perché non deve fare concorrenza alla struttura in cui lavora, ma anche perché deve partecipare alla vita ospedaliera con i colleghi, stare vicino a infermieri e malati, ed essere sempre disponibile". Il medico, insiste l'oncologo, "non può guardare l'orologio perché a un certo punto deve scappare in casa di cura".

Deve stare in ospedale non solo fisicamente, ma "anche mentalmente", investendo nel lavoro che svolge in ospedale "tutto il suo cuore e il suo aspetto emozionale". E' questa, puntualizza, "la filosofia che portiamo avanti all'Ieo e che con il progetto Cerba puntiamo a trasferire anche in altre realtà .

L'Ieo - ricorda - è un istituto sostenuto dal mecenatismo lombardo, ma no-profit, dove tutto il personale lavora a tempo pieno diversamente da quando accade invece ancora negli ospedali pubblici". Dal canto suo, il futuro Cerba arruolerà  a regime più di 6 mila operatori a tempo pieno.

Pagina pubblicata il 22 novembre 2007

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