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OMOGENEIZZATI E LIOFILIZZATI 
 
Gli omogeneizzati (sia di carne, che di ortaggi, che di frutta) sono prodotti alimentari pronti per l'uso, confezionati in forma sterile ed in recipienti ermeticamente chiusi, partendo da nutrienti opportunamente controllati, sottoposti ad un processo di omogeneizzazione atto a renderli di facile ingestione e digestione. 
Le tecniche di omogeneizzazione degli alimenti furono introdotte per la prima volta negli Stati Uniti negli anni '30.
Nati come prodotti dietetici particolari, indicati in alcune patologie digestive, hanno finito con gli anni per divenire di uso abituale nell'alimentazione del bambino, tanto che soprattutto dagli anni '60 hanno rappresentato il prodotto base per il divezzamento. 
 
I prodotti omogeneizzati sono stati una delle cause dell'inopportuna anticipazione dell'età del divezzamento: la massiccia propaganda con la quale sono stati lanciati sul mercato ha fatto si che si giungesse a divezzare i bambini già al secondo-terzo mese di vita. Oggi il loro consumo e diminuito, ma sono ancora molto presenti i concetti erronei che hanno introdotto nel campo dell'alimentazione infantile. 
 
Il procedimento tecnologico usato per la preparazione di questi prodotti ha lo scopo di ridurre la materia prima in particelle micronizzate, senza che si abbia perdita dei nutrienti. Questa frammentazione aumenta la superficie esposta agli enzimi ed ai succhi digestivi e quindi aumenta la digeribilità.  
 
E' proprio la maggiore digeribilità, che si ottiene frantumando finemente l'alimento, che ha portato a somministrare al bambino cibi in età in cui normalmente non avrebbe potuto facilmente digerirli.  
 
Ma è proprio questo l'errore: per anticipare l'introduzione di un alimento se ne fa una sorta di pre-digestione industriale. Molto più logico e rispettoso dei tempi maturativi del bambino somministrargli questo alimento quando le sue strutture saranno pronte per digerirlo, senza l'aiuto di "digestioni meccaniche". 
 
L'uso di questi preparati rimane invece utile occasionalmente, quando la preparazione del cibo per il bambino debba avvenire in ambienti disagiati o comunque quando il tempo (o la voglia) a disposizione per cucinare viene a mancare.  
 
In quest'ottica quindi è evidente che non si tratta di "prodotti per bambini" ma di "prodotti per adulti che hanno bambini e non hanno il tempo o il modo di cucinargli il cibo". 
 
Quanto detto fino ad ora vale anche per i liofilizzati che si differenziano dagli omogeneizzati solo sul piano "strutturale": la prima fase del procedimento tecnologico per l'elaborazione del liofilizzato è sovrapponibile a quella che si usa per omogeneizzare; la tappa successiva consiste nella disidratazione. 
 
 
 
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Pagina aggiornata il 9 maggio 2006 
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