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Citomegalovirus
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Le malattie in gravidanza: indicazioni generali
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Guida alla gravidanza
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L’infezione da citomegalovirus interessa solo gli esseri umani e, nel soggetto infettato, il virus risiede nelle feci, nel sangue, nell’urina e nelle secrezioni vaginali, oro-faringee e cervicali.
La malattia si trasmette tramite un contatto diretto con la persona infetta (raramente attraverso gli oggetti).
Sappiate che la trasmissione dell’infezione è facilitata in quanto la malattia è prevalentemente asintomatica, pertanto la persona contagiata è ignara di essere portatrice del virus.
Il sintomo
Il più delle volte la malattia decorre con assenza di sintomi o con una sintomatologia modesta come una leggera febbre e senso di stanchezza.
Nei soggetti immunodepressi, cioè con ridotte difese immunitarie, il virus può causare disturbi più importanti.
L’aver contratto la malattia non produce immunità; infatti, cessata la fase di attività del virus, il citomegalovirus assume una stabilità latente all’interno dell’organismo.
In una situazione in cui le difese immunitarie siano insufficienti, il virus può riprendere la sua azione.
Il citomegalovirus in gravidanza
Il test per la ricerca degli anticorpi contro il citomegalovirus non è a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale in quanto non è compreso nel protocollo ministeriale degli esami consigliati durante la gravidanza.
Anche in altri paesi europei, così come negli Stati Uniti, la sua esecuzione è messa in discussione.
Il virus è estremamente frequente ma il prodotto del concepimento può essere danneggiato in maniera grave molto di rado.
Se eseguite l’esame per il citomegalovirus, domandatevi prima cosa farete se risulta positivo.
Ricordate che spesso è un test di difficile interpretazione e non è facile capire a quando risale la malattia, se è un nuovo episodio oppure se siete affette da una forma latente e/o cronica.
Potreste sentirvi spinte a interrompere la gravidanza nel dubbio ma ricordate che valori positivi bassi dell’esame possono persistere per anni e potreste avere dei problemi per individuare un momento migliore per iniziare una nuova gravidanza.
Il nostro parere è che valga comunque la pena di eseguire un esame nel primo trimestre.
Se da questo risultano positive sia le IgG che le IgM, rivolgetevi presso un centro specializzato in malattie infettive in gravidanza che vi aiuti a decidere se vale la pena di interrompere la gravidanza.
Noi riteniamo che non avendo una terapia né abbastanza certezze, l’esecuzione dell’esame nelle settimane successive al primo trimestre non apporti effettivi benefici nella gestione della gravidanza fisiologica.
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