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La dieta in gravidanza. Il mineralogramma  e altri test
 
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Come si esegue l'esame (meno arte e più scienza) 
Perchè è così importante il Mineralogramma?  
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Un modo originale di controllo della nutrizione, prima durante e dopo la gravidanza, è rappresentato dall’impiego del Mineralogramma (in inglese Hair Analysis).  
L’approccio biochimico del test è tutto rivolto alla verifica dell’intero spettro minerale organico, suddiviso in macroelementi, microelementi e ed elementi tossici.  
 
Punto centrale: la biochimica degli enzimi. Come è noto, la quasi totalità delle reazioni organiche è patrocinata da particolari molecole proteiche catalizzatrici, denominate enzimi.  
Sono da tremila a cinquemila per ogni cellula organica, e per funzionare necessitano della presenza dei minerali.  
 
Ciascun enzima si caratterizza per lo stretto rapporto che lo lega a uno o più ioni minerali.
Per cui, ad esempio, si calcola che 500 enzimi dipendenti dal magnesio, in carenza del minerale, vengano inattivati parzialmente o totalmente provocando l’insorgere di sintomi sub-clinici e di patologie in qualche distretto organico.  
Un pò meno "arte" e un pò più scienza. 
L’esame si esegue prelevando un campione di capelli di circa 1 grammo, da prelevare nei punti di crescita più recente (sulla nuca o nella regione retroauricolare) per l’effettuazione del Mineralogramma.  
Il metabolismo del follicolo rappresenta egregiamente il metabolismo intracellulare.  
Il campione viene mandato in laboratorio dove viene sottoposto a procedure sofisticate (spettrofotometro di massa ad assorbimento atomico, tecnica dell’emissione di plasma).  
Viene stilato un referto, riconosciuto internazionalmente dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dal Gems (Global Enviromental Monitoring System) nell’ambito della Nazioni Unite. 
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Perchè è così importante il Mineralogramma?  
I comuni tests sul sangue ci forniscono informazioni su ciò che lambisce le cellule, non su ciò che risiede all’interno delle stesse.  
È dunque paragonabile a una biopsia incruenta, in grado di rivelarci l’esatta composizione dei tessuti in elementi minerali.  
Dipende dal laboratorio prescelto il numero di elementi esaminati, più è alto è il numero più vale il test.  
L’introduzione del Mineralogramma equivale ad una finestra aperta all’interno della cellula e consente di passare da un controllo empirico a un controllo mirato della nutrizione, un pò meno "arte" e un pò più scienza.  
In particolare, attraverso l’esame degli squilibri minerali e della eventuale presenza di minerali tossici, consente di valutare il metabolismo ossidativo ed energetico, gli squilibri ormonali,  
lo stato di stress e innumerevoli disturbi psicofisici, passibili pertanto di un intervento riequilibrativo, anche nutrizionale. 
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L’interpretazione dei dati forniti dal Mineralogramma. 
Se esaminiamo i dati del test superficialmente, essi restano un pacco a sorpresa sigillato.  
Le carenze o gli eccessi dei diversi minerali non rivestono una particolare importanza, sono soltanto indicativi di una tendenza, non di una patologia virtuale o in atto.  
Sono invece più importanti i rapporti che intercorrono tra di essi.  
Da molti anni negli USA, si è  sviluppata parallelamente all’impiego del test, una tecnica interpretativa basata sul controllo neuroendrocrino, suddiviso come noto nei due sottogruppi del sistema simpatico con funzioni di acceleratore endocrino, e del sistema parasimpatico con funzioni di rallentatore endocrino.
Tutti noi apparteniamo all’uno o all’altro dei sistemi (iperossidatori o ipossidatori), con diverse modulazioni derivanti dal stato della tiroide e delle ghiandole surrenali. 
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Dietologia e Nutrizionismo. 
Il pensiero sistemico è il verbo nuovo che sta impadronendosi, anche della medicina e della scienza dell’alimentazione.  
Esso consiste in un approccio più aperto e completo ai vari problemi della salute.  
Per fare un esempio: i dietologi classici riconoscevano quasi esclusivamente la tripartizione glucidi, lipidi, protidi, dando inoltre un’eccessiva importanza al computo delle calorie, del tutto insufficiente per una corretta fisiologia della dieta.  
 
Oggi i moderni nutrizionisti riconoscono altri 50 fattori nutrizionali diversi e quando parlano di minerali li chiamano"minerali nutrienti".  
Il moderno nutrizionismo è a conoscenza dei sinergismi e degli antagonismi esistenti fra minerali, vitamine, erbe, farmaci e ghiandole neuroendocrine.  
 
Oggi non si può più fare confusione tra metabolismo ossidativo ed energetico.  
E se i dietologi classici conoscevano già abbastanza bene la suddivisione e la distinzione lipidica tra grassi saturi e insaturi, o glucidica tra polisaccaridi e monosaccaridi ecc., delle proteine conoscevano soltanto la loro composizione in amminoacidi essenziali (non sintetizzabili dall’organismo) e non essenziali, generalizzando e ignorandone di fatto la diversa personalità biochimica.  
 
Oggi invece si parla anche di amminoacidi "contingenti", proprio alla luce delle specificità e delle caratteristiche biologiche di ciascun individuo, per cui ad esempio, la quantità di Arginina prodotta da un’organismo giovane è assolutamente inadeguata alle esigenze del periodo di crescita e la contingenza trasforma tale amminoacido in essenziale per tali soggetti. 
 
È curioso come la vecchia saggezza empirica popolare conoscesse alcuni alimenti che favorivano la crescita (tipo il merluzzo), pur non sapendo che in essi vi era un alto contenuto di Arginina.  
Ma oggi il moderno nutrizionista non può più ignorare queste cose, come non può più affermare genericamente che la gluconeogenesi (il procedimento attraverso il quale l’organismo stressato e carente di adeguate risorse energetiche, consuma i propri tessuti proteici per estrarne glucosio) consista nel consumo dell’intero spettro di amminoacidi che costituiscono le proteine.  
 
Oggi si effettuano distinzioni, e si sa che la gluconeogenesi riguarda alcuni amminoacidi detti glucogenici (produttori di zucchero) come l’Arginina, la Glicina, l’Alanina, l’Acido aspartico. 
Si conoscono inoltre le carattieristiche di altri gruppi di amminoacidi, aromatici, basici, a catene ramificate, solforati ecc..  
 
La conoscenza degli amminoacidi e dei loro effetti sulla salute, consente a moderni nutrizionisti il controllo di diverse funzioni organiche, non ultima delle quali la corretta assunzione di proteine o carboidrati, a seconda delle necessità individuali, visto che le sostanze nutritive non sono universalmente impiegabili in ogni situazione.  
Un altro merito va riconosciuto ai moderni nutrizionisti: quello di aver messo in luce, spiegato e giustificato il concetto di integrazione alimentare.  
 
 
Quando si stabilisce una dieta infatti si dà per scontato che determinati principi attivi (minerali, vitamine, ecc.) siano contenuti a sufficienza in alcuni alimenti.  
Ma alla prova dei fatti non è così.  
La catena industriale alimentare ci fornisce farine e zuccheri troppo raffinati e deprivati di principi attivi, calorie vuote insomma.  
 
L’industria conserviera ricorre troppo spesso a coloranti e additivi, che a lungo andare possono nuocere  alla salute. Frutta e ortaggi vengono colti ancora immaturi e sono messi a maturare nei silos, con il risultato ad esempio, che se diamo per scontato un valore di 100 mg di vitamina C per ogni arancia, ne ritroviamo solo 4 mg!  
 
È invece indispensabile, che nell’organismo vi siano sempre delle concentrazioni di principi attivi in misura tale , che le reazioni biochimiche  e i sistemi enzimatici possano operare in modo adeguato  sia per la biosintesi che per i fenomeni energetici o di depurazione.  
 
Alle vitamine vengono ora attribuiti diversi ruoli, da quello di catalizzatori organici, preposti ai fondamentali processi vitali, a quello protettivo delle cellule da agenti chimici, fisici, batterici e virali. Inoltre va facendosi  strada l’ipotesi di vitamine come "solventi dei minerali", in grado di facilitare la riduzione di questi ultimi in forma ionica, cioè biodisponibile.  
 
Ai minerali è oggi riconosciuta ampiamente un’importanza determinante e centrale, implicati come sono nella dinamica degli enzimi, così pure agli amminoacidi, cui abbiamo in precedenza accennato.  
Una particolare attenzione va riservata ad alcuni fattori antinutrizionali come il tannino, i fitati, gli ossalati, le lectine, e i resorcinoli, ciascuno dei quali  rappresenta un potenziale pericolo per una sana e corretta alimentazione.  
Non è questa la sede adatta per un ampio approfondimento degli argomenti segnalati.  
Tuttavia possiamo provare a tracciare una rapida conclusione.  
Il moderno nutrizionismo va orientandosi sempre più verso la "costruzione dei pasti intorno ai principi attivi dell’alimentazione", e solo in subordine viene osservato il problema delle calorie.  
 
Poichè la comune alimentazione è sufficiente a fornirci le quantità giuste di principi attivi di cui abbiamo bisogno, dobbiamo ricorrere alla supplementazione alimentare.  
Diventa allora sempre più importante, l’uso di un test come il Mineralogramma, per una definizione mirata del fabbisogno giornaliero di integratori.
 
 
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Pagina aggiornata il 5/12/54 
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